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Il prof. Francesco Pira dopo il caso di bullismo nell’Istituto di Furci Siculo: “non possiamo perdere altro tempo, lavoriamo sulla formazione”

Il sociologo dell’Università di Messina impegnato da anni contro le devianze e le violenze anche sul web: “viviamo in un mondo in cui il gesto violento assume un valore simbolico e performativo”

31 Maggio 2026, 17:35

17:41

L’episodio accaduto in Campania durante una gita d’istruzione, diventata di distruzione di un giovane essere umano dell’Istituto Pugliatti di Furci Siculo vessato dai suoi compagni di scuola, deve spingerci a lavorare tantissimo sulla prevenzione e quindi sulla formazione”.

Lo ha detto il professor Francesco Pira, Associato di Sociologia dei processi culturali e comunicativi dell’Università di Messina, saggista, giornalista e Consigliere Nazionale Ucsi (Unione Cattolica della Stampa Italiana) tra i più impegnati in Italia nella lotta contro il bullismo e il cyberbullismo e uno degli autorevoli opinionisti della tv nazionale Fatti di Nera canale 122 dove spesso è chiamato a trattare i temi della violenza giovanile nella seguitissima trasmissione Psiche Criminale.

La violenza giovanile – ha dichiarato il sociologo – che oggi osserviamo non si limita più all’atto fisico, ma si è trasformata in un vero e proprio fenomeno socio-comunicativo, dove la dimensione mediatica gioca un ruolo centrale nella sua costruzione e percezione pubblica. Viviamo in un mondo in cui il gesto violento assume un valore simbolico e performativo grazie alla sua circolazione nei media digitali e nei social network, piattaforme in cui la visibilità diventa una forma di potere e appartenenza per moltissimi giovani. Come sottolineava Edgard Morin, scomparso recentemente, per comprendere la complessità della realtà non possiamo più limitarci a una lettura lineare degli eventi; è necessario adottare una prospettiva multidimensionale in cui cultura, comunicazione e sociale si intrecciano inevitabilmente.”

La violenza giovanile – ha concluso il professor Pira – dunque, va letta come parte di un processo più ampio di costruzione dell’identità nelle nuove generazioni, dentro ecosistemi digitali e sociali che trasformano le modalità di relazione e di espressione e che spesso sfuggono alla comprensione degli adulti, rendendo indispensabile un lavoro attento e critico da parte di chi comunica e racconta la realtà”.