inefficienze
"Procedura troppo complessa": l'alibi del Comune che condanna le spiagge di Agrigento
Mancata persino la presentazione della domanda per i fondi regionali di pulizia delle coste. Mentre Lampedusa e Sciacca incassano decine di migliaia di euro, la Città dei Templi affonda nel degrado. Il video della vergogna
L’estate è ormai nel pieno, ma ad Agrigento turisti e residenti si trovano di fronte a un litorale tutt’altro che ospitale: arenili sommersi dai rifiuti e in palese stato di incuria, con il concreto rischio di un emergenza igienico-sanitaria.
A rendere questo quadro di inaccettabile decadimento ancora più grave è la constatazione che i fondi regionali destinati alla pulizia e alla messa in sicurezza delle coste erano effettivamente disponibili. La documentazione dell’Assessorato Territorio e Ambiente della Regione Siciliana, datata 10 giugno 2026, certifica un’occasione clamorosamente mancata: ben 52 comuni dell’Isola hanno completato l’iter ottenendo l’ammissione al finanziamento, mentre il Comune di Agrigento è rimasto escluso.
La spiegazione fornita dall'Amministrazione comunale uscente - ma la comnpetenza è del dirigente del settore - per questo esito ha suscitato indignazione: la ragione della mancata presentazione della domanda sarebbe dipesa dal fatto che “la procedura era troppo complessa”. Un alibi che contrasta con quanto emerge dagli atti regionali, dai quali risulta che Agrigento non figura affatto nell’elenco ufficiale delle “Istanze Presentate”. Non un vizio formale, dunque, ma un’inerzia totale, una resa senza condizioni dinanzi alla burocrazia.
Mentre il capoluogo dei Templi alza bandiera bianca, il resto della Sicilia si è mosso con prontezza. Grandi città con apparati amministrativi altrettanto articolati non si sono fatte intimorire: Palermo ha intercettato oltre 71.000 euro, Catania più di 42.000 e Vittoria circa 21.000. Il confronto diventa ancor più impietoso osservando i centri limitrofi o costieri, capaci di ciò che ad Agrigento è parso irrealizzabile: Lampedusa e Linosa hanno ottenuto oltre 69.000 euro, Sciacca quasi 39.000, Palma di Montechiaro 29.500 e la piccola Siculiana ha messo in cascina quasi 19.500 euro.
A peggiorare un quadro amministrativo già compromesso, nelle scorse settimane il Comune ha inoltre bloccato un progetto pilota per la tutela delle dune della spiaggia di Maddalusa, proposto dall’associazione ambientalista Mareamico. L’iniziativa, di rilevante valore ecologico, prevedeva l’impiego di residui arborei e Posidonia per proteggere il litorale e si è infranta contro un muro di cavilli locali, malgrado l’assenza di ostacoli logistici e il via libera normativo a livello regionale. Un diniego definito “incredibile e vergognoso” dal responsabile provinciale dell'associazione Claudio Lombardo, che ha fatto sfumare un intervento a costo zero per l’ente, per il quale l’associazione aveva già provveduto a rimuovere quattro tonnellate di immondizia.
Una paralisi che è sotto gli occhi di bagnanti e operatori del settore: coste trascurate, sacchetti accumulati sulla sabbia e un danno d’immagine difficilmente quantificabile. E mentre in 52 comuni siciliani l’estate scorre tra ombrelloni e pulizia finanziata, la stagione balneare di Agrigento sembra affogare tra degrado e scartoffie impolverate negli uffici comunali.