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Le indagini

«Hanno sparato a dei picciriddi»: la notte di terrore a Trappeto Nord che rischia di far scoppiare una guerra tra clan

A Catania sono saltati gli schemi criminali. Il pericolo di ritorsioni e vendette è dietro l'angolo

12 Giugno 2026, 16:57

17:37

 

Gli schemi criminali sono saltati a Catania. «Hanno sparato a dei picciriddi», si commentava stamattina a Trappeto Nord.  Mancavano pochi minuti a mezzanotte quando una o più persone sono arrivate in piazza Beppe Montana in moto e hanno fatto fuoco contro tre ragazzini che stavano seduti ai tavolini al fianco al chiosco, a ridosso del campo di calcio. Hanno sparato mentre erano di spalle: un'azione violenta e anche vigliacca. Una notte di terrore e orrore. Il locale era ancora aperto a mezzanotte: «Qui non chiudiamo mai». E c'è stata davvero tanta paura di essere coinvolti nella raffica di pallottole che hanno ferito i tre minorenni: due diciassettenni e un quindicenne. Fra i tre c'è il figlio, nonché nipote, di un pezzo grosso del narcotraffico di via Capo Passero. La sparatoria sarebbe legata al mondo dello spaccio, anche se partirebbe per delle discussioni di meno conto. Ma qualsiasi lite banale ultimamente si trasforma in un motivo per fare fuoco. Stavolta però sono andati a colpire dei minorenni. E hanno rischiato di uccidere. Uno dei diciasettenni ha subito un delicato intervento di neurochirurgia all'ospedale Cannizzaro: i chirurghi hanno estratto il proiettile che aveva lambito il midollo a livello lombare. Gli altri due sono ricoverati al Pronto Soccorso del Policlinico: uno con una frattura al bacino e l'altro con una ferita al gluteo. Probabilmente saranno dimessi domani. 

 

La sparatoria di stanotte rischia davvero di far aprire una guerra tra clan. La squadra mobile, infatti, ha fatto partire un'indagine che oltre ad essere finalizzata a individuare i pistoleri è di forte pressione e presenza. Una prova di forza dello Stato per fermare qualsiasi tipo di possibile reazione. 

 

Sulla sparatoria si registra il commento di Josè Marano, la pentastellata è componente della Commissione Regionale Antimafia

 

“Se la sicurezza oramai è divenuta un’emergenza nazionale, a Catania lo è ancor di più.  Anche perché non si tratta degli immigrati di seconda generazione ma di interi quartieri autoctoni assoggettati alle regole del più forte, dove la dispersione scolastica e la povertà spesso coesistono con la rabbia e con l’impotenza di vivere con dignità nella propria città. Il reddito di cittadinanza aveva, tra le tante, anche questa peculiarità, quella di ridare dignità ai cittadini e non di far finire i giovani nelle mani della criminalità”.

 

La deputata  annuncia un’interrogazione parlamentare al governo regionale per chiedere quali azioni intenda portare avanti di concerto con il governo italiano. “I governi di centrodestra - spiega la parlamentare - sulla sicurezza hanno sempre costruito il loro successo elettorale. E lo fanno da sempre a tutti i livelli istituzionali nazionale, regionale e locale, promettendo ai cittadini, prima del voto, città più sicure e vivibili. Ma dopo le elezioni non riescono ad attuare nessuna azione di contrasto. Sembra che soffino vento sul fuoco per avere maggiore consenso, dimenticando che sono proprio loro al governo e proprio con loro al governo possiamo constatare il totale fallimento sul tema della sicurezza, il fallimento più clamoroso della storia di questa Repubblica. Quella che doveva essere una lotta senza quartiere contro criminalità e illegalità è invece diventata, nostro malgrado, una situazione fuori controllo. Da Palermo a Catania, la nostra Isola è ridotta a terra di nessuno, dove i criminali stanno diventando delle star, dove il crack continua a consumare le vite dei nostri giovani, dove tutto sembra perduto”.

 

Il ministro Piantedosi farebbe bene a venire a Catania – prosegue Marano – per constatare di persona la gravità della situazione ma anche ad intervenire fattivamente sul nostro territorio per contrastare la violenza, i soprusi e garantire la sicurezza ai cittadini e a tutti i turisti che vogliono vivere le vacanze in Sicilia. Inutile sbandierare la bandiera della sicurezza, quando tutte le forze dell’ordine sono carenti di personale e di mezzi”.

 

Il problema, tuttavia, non riguarda solo la Sicilia – aggiunge la deputata – Siamo di fronte ad un’emergenza nazionale che richiede interventi di estrema urgenza. Ecco perché sto presentando un’interrogazione parlamentare per chiedere al Governo regionale di dialogare con quello nazionale e capire quali azioni intendano portare avanti per arrestare una deriva che sta condannando le nostre città ad un declino inesorabile, fatto di pericoli, disordini e senso di abbandono. Una deriva ancor più preoccupante se guardiamo ai dati relativi al primato della nostra città su dispersione scolastica e criminalità giovanile”.

 

Ho già portato la questione alla commissione Antimafia Ars perché non si può gestire un territorio con leggerezza o approssimazione. Al timone serve una guida ferma e sicura che possa garantire ai cittadini il sacrosanto diritto di camminare per strada senza dover provare la paura di subire furti o violenze di ogni tipo. Questo è l’unico modo per restituire dignità alle nostre città e ai cittadini”, conclude.