Il caso
Catania, protesta per il nuovo supermercato al Tondo Gioeni
In via Palazzotto M5s, Pd, Avs e varie associazioni si sono riunite per denunciare l'ennesima area commerciale. Con pesanti dubbi sulle procedure urbanistiche
Mentre le ruspe lavorano senza sosta in via Palazzotto, a due passi dal Tondo Gioeni, c’è una parte di città che ritorna a opporsi alla realizzazione di un nuovo supermercato, specificamente a marchio “Lidl” in quest’area. Questa mattina rappresentanti di Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Avs e varie associazioni cittadine si sono riunite per spiegare la propria opposizione all’opera.
Il fulcro della polemica è la presunta violazione del Piano regolatore generale, risalente al 1969 e mai aggiornato, il quale destinava originariamente l'area interessata a servizi pubblici e scolastici. La vicenda di un supermercato in quest’area era già stata oggetto nel 2016 del diniego del Comune, con conseguente procedimento giudiziario vinto in sede di Tar e Cga da parte dell’amministrazione comunale, come ricorda l’associazione Argo. Ma oggi l’autorizzazione comunale c’è, e c'è anche un altro precedente per cui viene contestata: il tutto presenta forti analogie con il controverso caso dell'Eurospin di Cibali, attualmente al vaglio della magistratura: domani ci sarà la terza udienza del processo.
Graziano Bonaccorsi, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, ha inquadrato il problema in un contesto cittadino ormai saturo: «Catania è la seconda città d'Europa col più alto numero di supermercati, e questo è l'ennesimo». Ha poi sottolineato le irregolarità procedurali, spiegando che sul vecchio piano regolatore l'area era indicata con una lettera "S" riservata agli istituti scolastici, ma nonostante ciò «non c'è stata alcuna variante urbanistica portata in aula e si sta realizzando con un parere rilasciato da Direzione urbanistica e Suap», ovvero lo Sportello attività produttive. Bonaccorsi ha inoltre evidenziato il danno economico per le piccole attività di quartiere, destinate così a subire «questi colossi commerciali posizionati a pochissima distanza gli uni dagli altri».
Sulla stessa linea è intervenuto Mario Spampinato di Volerelaluna e dell'Osservatorio per le politiche urbane e territori, che ha ricordato come la dinamica sia «assolutamente identica» a quella di Cibali, per cui è in corso un processo che «vede imputati imprenditori e dirigenti per reati tra cui il falso». Spampinato ha denunciato che queste operazioni vengono portate avanti «approfittando al solito delle carenze che questa città ha, la mancanza di un piano regolatore del piano urbanistico generale e la mancanza di un piano commerciale», ribadendo che la città avrebbe bisogno di sviluppare ben altri settori piuttosto che moltiplicare strutture sovrabbondanti.
A dare voce all'esasperazione dei residenti è stata Angela Cerri, consigliere del quartiere Borgo Sanzio. Ha testimoniato come «ancora i cittadini non si sentono ascoltati, non vedono trasparenza e chiarezza su quello che sta succedendo qua in via Palazzotto». Ha descritto una situazione fuori controllo nel quartiere, dove «tante aree pubbliche e private che sono dei terreni destinati soprattutto al verde» vengono progressivamente asfaltate e trasformate in cantieri privi di cartellonistica o autorizzazioni evidenti, rivendicando a gran voce il rispetto delle regole.
L'impatto sul territorio è stato affrontato da Viola Sorbello di Legambiente, che ha espresso profonda indignazione per la gestione degli spazi verdi a Catania. Ha criticato duramente l'amministrazione dicendo: «Piuttosto che fare depaving, cioè togliere cemento e aggiungere verde, facciamo il contrario, togliamo il verde e aggiungiamo cemento». Ha poi lanciato l'allarme sul rischio idrogeologico, ricordando che la zona fungeva da naturale valvola di sfogo per le acque provenienti dai paesi etnei, un luogo che un tempo assorbiva le precipitazioni e che ora «viene ricoperto da cemento con un supermercato», definendo la scelta una grande fesseria e chiedendo la realizzazione di piccoli parchi di quartiere.
Infine, Maurizio Caserta ha concluso evidenziando i pesanti vizi di forma e sostanza dell'intera operazione, nata vicino al tondo Gioieni con una «ridicola forzatura» delle regole. Ha ribadito con fermezza che l'autorizzazione si fonda su una «cattiva interpretazione o forse non onesta interpretazione del piano regolatore», ritenendola un'azione «fuori dalla legge, ma anche se fosse dentro la legge sarebbe comunque una forzatura». Caserta ha confermato la presentazione di esposti in Procura, assicurando che i cittadini e le forze politiche continueranno a presidiare costantemente il sito affinché la questione venga chiarita.
Anche l’associazione “Antimafia e Legalità”, pur non presente all’incontro, è intervenuta sul tema per voce del presidente avvocato Enzo Guarnera ponendo delle domande all’amministrazione comunale. «Per quale ragione nella città di Catania, piena in maniera abnorme di supermercati tanto da essere la seconda città in Europa nel rapporto tra gli abitanti e i centri commerciali, si avverte la necessità di aprirne altri? A nessuno viene il sospetto che talora, come processualmente dimostrato nel caso dell'Aligrup, possano esserci occulte operazioni finanziarie poco trasparenti? Queste domande la nostra associazione le pone agli organi competenti affinché si faccia chiarezza nell'interesse esclusivo dei cittadini». Poi Guarnera fa delle domande specifiche sul dirigente dell’Urbanistica comunale: «Come mai l'ingegnere Bisignani da circa dieci anni ricopre ininterrottamente il ruolo di dirigente del settore urbanistico del Comune di Catania nonostante nei suoi confronti risultino indagini della magistratura, e in riferimento alla vicenda del del supermercato Eurospin di Cibali risulti attualmente sotto processo? Come mai l'amministrazione comunale, in conformità ai principi di etica pubblica più volte enunciati da Paolo Borsellino, non abbia ritenuto opportuno rimuovere dall'attuale carico l'ingegnere Bisignani per trasferirlo in altro settore dell'amministrazione?»