Sicurezza
Il ministro Piantedosi in Prefettura a Palermo: "Bisogna tarare meglio l'azione contro la criminalità" [VIDEO]
L'annuncio: "Altri 90 agenti in arrivo tra luglio e agosto dopo gli 850 già inviati". In mattinata inaugurazione di un bene confiscato a Bagheria e incontro con Schifani
Nella sede della Prefettura a Palermo, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi partecipa al comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica convocato dopo l'escalation di attentati che da novembre interessa Palermo. Tra gli altri presenti il procuratore di Palermo Maurizio De Lucia, il sindaco Roberto Lagalla e i vertici delle forze dell'ordine.
Appena fuori dalla riunione, il ministro ha annunciato: "Dall’1 gennaio 2025 ad oggi abbiamo destinato 850 unità di personale in più tra le tre forze di polizia con un saldo positivo, tenendo conto di chi è andato in pensione e chi è arrivato, di 99 unità di personale. Sono numeri agli atti matricolari e sono controllabili e peraltro abbiamo la prospettiva adesso in vista delle chiusure dei corsi, parlo per polizia e carabinieri, di assegnare altre 90 unità tra luglio e agosto, alcune abbiamo deciso di anticiparle ai primi di luglio".
"Cosa può fare lo Stato contro la violenza esplosa a Palermo? Lo Stato può fare quello che abbiamo fatto sino adesso, innanzitutto di dare risorse e non lesinarle soprattutto in territori come questo". Lo ha detto il ministro Matteo Piantedosi a Bagheria (Palermo) a margine dell'inaugurazione, in mattinata, di un centro sportivo per giovani in un immobile confiscato alla mafia. "A Palermo - ha aggiunto il ministro - supportiamo l'attività delle autorità e delle istituzioni territoriali, diamo risorse. I problemi ci sono ma va anche segnalato che c'è una reattività dello Stato molto forte. Proprio oggi è stata fatta un'altra operazione antimafia. È un fenomeno complesso, quello che si sta manifestando. Ci sono giovani generazioni che si affacciano sullo scenario criminale. C'è da ritarare un po' l'azione di contrasto e lo stiamo facendo, sono fiducioso, ritornerò a breve in Sicilia per vedere i risultati raggiunti".
In occasione della cerimonia, il presidente della Regione Renato Schifani e Piantedosi hanno avuto un incontro sui temi della sicurezza. L'edificio confiscato, ristrutturato anche con il contributo finanziario della Regione Siciliana, è stato affidato all'associazione «Quarto Savona 15» guidata da Tina Montinaro.
"Oggi è un giorno importante perché celebriamo la riconsegna alla società civile di un immobile sottratto alla criminalità organizzata - ha detto Piantedosi - colpire i boss nei loro interessi economici è un caposaldo della strategia di contrasto alla mafia. È un insegnamento che viene da uomini come Pio La Torre e Giovanni Falcone ed è un obiettivo che ho perseguito da presidente del mio gruppo al Senato per inasprire la lotta a Cosa nostra, quando furono introdotti la stabilizzazione del 41bis e il sequestro per equivalente per aggredire i patrimoni dei mafiosi. Il passo successivo è la restituzione di questi luoghi alla comunità, un’operazione di alto valore, in quanto risarcimento concreto per il danno che la mafia ha arrecato all’intera società. Questo vale soprattutto per casi come quello di oggi, con la consegna di questa villa a una associazione di volontariato per un utilizzo sociale in favore di ragazzi con fragilità e intitolato a servitori dello Stato che hanno dato la vita combattendo la mafia".
L’edificio è stato confiscato alla mafia e ristrutturato anche con il contributo finanziario della Regione Siciliana. La villa è stata affidata all’associazione che porta il nome della scorta del giudice Giovanni Falcone ed è guidata da Tina Montinaro, vedova di Antonio Montinaro, uno degli agenti vittime, insieme con il magistrato e la moglie Francesca Morvillo, della strage di Capaci del 1992. Ospiterà un centro estivo destinato a ragazzi con fragilità. Alla cerimonia erano presenti anche il capo della Polizia, Vittorio Pisani, il prefetto di Palermo, Massimo Mariani, e l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Bagheria, Emanuele Tornatore.
"Ringrazio - ha aggiunto Schifani - tutti coloro che hanno reso possibile questo risultato, a partire da Tina Montinaro, che con caparbietà porta avanti la sua battaglia di difesa della memoria, di testimonianza attiva dei valori di legalità, di impegno civile e di solidarietà. La mia presenza e quella del ministro Piantedosi oggi simboleggiano e confermano l’impegno costante e sinergico delle istituzioni, della Regione e dello Stato, in una battaglia che ha ottenuto risultati importanti e che non può conoscere soste".
“La presenza oggi a Palermo del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi rappresenta l'ennesima testimonianza dell'attenzione costante che il Governo Meloni riserva alla città di Palermo e alla Sicilia nella lotta alla mafia e a ogni forma di criminalità”.
Lo ha detto il Segretario di Presidenza della Camera, Carolina Varchi, capogruppo di Fratelli d'Italia in commissione Giustizia.
“Potenziamento dei sistemi di videosorveglianza e nell'ultimo anno e mezzo 850 unità in più tra le forze di polizia con un saldo positivo di circa 100 unità ed altre 90 in arrivo a luglio per il piano estate a Palermo. L'incessante attività di controllo del territorio che nel primo semestre dell'anno ha fatto registrare centinaia e centinaia di provvedimenti emessi, unita a quella di polizia giudiziaria, afferma la presenza dello Stato. La mafia si può sconfiggere se ognuno fa la sua parte, ai commercianti la responsabilità di denunciare e alle competenti autorità quella di difenderli. Insieme si può”. “Il Governo continua a dimostrare con atti concreti di considerare la sicurezza dei cittadini una priorità assoluta e di non arretrare di un passo nella difesa della legalità”, ha concluso Varchi.