criminalità
Faida nel clan Cappello-Bonaccorsi a Catania: il video dello scontro armato tra la folla, tre arresti
Ricostruita grazie alle immagini la sparatoria di piazza Beppe Montana. Tra i fermati per tentato omicidio anche un minorenne e un evaso dai domiciliari
11 giugno, poco prima della mezzanotte. Piazza Beppe Montana, nel quartiere catanese di San Giovanni Galermo, è diventata teatro di un violento conflitto a fuoco, frutto di una frattura interna tra due fazioni del clan Cappello-Bonaccorsi.
Il bilancio è di tre minorenni feriti, uno dei quali ricoverato in gravi condizioni al Policlinico. La dinamica, ricostruita con precisione dalla Squadra Mobile attraverso le immagini della videosorveglianza, è di estrema gravità.
Un commando di sei uomini con il volto coperto, a bordo di tre scooter, ha fatto irruzione nell’area antistante un chiosco-bar aprendo il fuoco contro un gruppo di giovani.
Le persone nel mirino, tuttavia, erano state allertate da un coetaneo accorso in fretta: due di loro hanno imbracciato le pistole e risposto agli spari. Ne è scaturito un prolungato scambio di colpi in mezzo alla folla: uno dei ragazzi, arretrando verso il parco, ha esploso diversi proiettili prima di essere raggiunto dai colpi e costretto ad abbandonare sul marciapiede una semiautomatica; un secondo ha replicato al fuoco riparandosi dietro il chiosco. Sul posto la Polizia ha rinvenuto numerosi bossoli e uno scooter crivellato.
Intanto, in via San Paolo a Gravina di Catania, una pattuglia dei Carabinieri intercettava i tre scooter in fuga, tutti con targhe occultate. Durante l’inseguimento uno dei passeggeri è caduto a terra, tentando di disfarsi in un terreno di una pistola calibro 9x21, rubata e con il colpo in canna. Bloccato, l’uomo — evaso dagli arresti domiciliari — indossava una surreale “armatura”: un giubbotto antiproiettile artigianale assemblato con libri, coperte e nastro isolante. È stato arrestato con le accuse di tentato omicidio premeditato in concorso, ricettazione, evasione e porto d’armi, aggravate dal metodo mafioso per aver agito nell’interesse del clan Cappello-Bonaccorsi.
Le indagini incrociate hanno portato ad altri due fermi ritenuti decisivi. Dopo le dimissioni dall’ospedale, è finito in manette il minorenne ferito durante il contrattacco nel parco, ora trasferito all’Istituto penale per i minorenni di Catania Bicocca. Il terzo arresto riguarda il giovane che aveva sparato da dietro il chiosco: inizialmente irreperibile, è stato rintracciato dalla Squadra Mobile il 17 giugno proprio a San Giovanni Galermo e condotto nel carcere di Bicocca con l’accusa di tentato omicidio e porto abusivo di armi, anche in questo caso con l’aggravante di avere agevolato il sodalizio mafioso.
Resta da chiarire la causa scatenante di questa cruenta resa dei conti interna all’organizzazione criminale.