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Ospedale San Marco, la denuncia: «Qui ci si cura, e si lavora, con 40 gradi»

Il videoracconto dell'avvocato Francesco Sanfilippo di Controcorrente, già noto per le sue battaglie a Catania contro le barriere architettoniche

04 Luglio 2026, 21:04

21:27

«Ieri mi sono recato presso il Padiglione 1 del Policlinico San Marco per una visita. Quello che ho trovato merita di essere raccontato. L’aria climatizzata funziona soltanto in metà dell’edificio. Una parte del padiglione è climatizzata, l’altra no. Il risultato è che medici e personale sanitario sono costretti a lavorare in condizioni che non esito a definire disumane, in una città come Catania dove si registrano picchi di temperatura di 40-42 gradi». A raccontarlo è l'avvocato Francesco Sanfilippo presidente del Dipartimento Disabilità e Politiche sociali del movimento politico ControCorrente. L'avvocato è noto per le sue battaglie contro le barriere architettoniche - nei mesi scorsi era intervenuto al Policlinico Gaspare Rodolico, stessa azienda, segnalando le dimensioni non adeguate dei bagni di Ortopedia, con l'azienda ospedaliera che aveva prontamente risolto il problema - anche perché le vive in prima persona.

Il racconto prosegue: «Ma vi è un aspetto ancora più grave: i pazienti sono costretti a subire medicazioni, anche particolarmente delicate e dolorose, in ambienti privi di climatizzazione, in una situazione di totale degrado. Non è accettabile che in una struttura sanitaria pubblica, nel 2026, il diritto a curarsi e il diritto a lavorare in condizioni dignitose dipendano dall’ala dell’edificio in cui ci si trova. Si tratta - prosegue - di una criticità già denunciata più e più volte, senza che siano stati adottati gli interventi risolutivi necessari. Il funzionamento degli impianti di climatizzazione in un ospedale non è un comfort accessorio: è una condizione essenziale per la sicurezza dei pazienti e la salubrità dei luoghi di lavoro.

Secondo Sanfilippo «questa è una sanità violentata da decenni di mala politica, nella quale il prezzo più alto viene pagato ogni giorno da chi cura e da chi ha bisogno di essere curato: operatori sanitari e pazienti. Per tale ragione procederò con le necessarie segnalazioni agli uffici e agli organi competenti e con tutti gli atti istituzionali e giuridici ritenuti opportuni, affinché vengano accertate le responsabilità e ripristinate con urgenza condizioni adeguate per pazienti e operatori sanitari. La manutenzione degli impianti e la salubrità degli ambienti ospedalieri devono rappresentare un’attività ordinaria e costante dell’amministrazione sanitaria, non l’esito di continue denunce pubbliche».