la storia
Lontani dall'Argentina, ma con il cuore all'Albiceleste: a Siracusa il tifo diventa una festa
Abbracci e canti hanno invaso via dei Mille diventata per una sera una piccola strada di Buenos Aires nel cuore di Ortigia
C'è chi arriva con la maglia di Lionel Messi, chi sventola una bandiera biancoceleste e chi prepara il mate prima del fischio d'inizio. A migliaia di chilometri da Buenos Aires, anche Siracusa ha il suo piccolo angolo d'Argentina. È il locale di Fernando Spinelli, ex capitano del Siracusa calcio, diventato nelle ultime settimane il punto di ritrovo della comunità argentina residente in città e in provincia per seguire le partite della nazionale impegnata ai Mondiali.
Ad ogni gara si radunano famiglie, amici e connazionali che condividono non soltanto la passione per il calcio, ma anche il desiderio di sentirsi, almeno per novanta minuti, un po' più vicini a casa. Bandiere, sciarpe, cori e abbracci trasformano il match in una vera e propria festa della comunità.
L'appuntamento di oggi era particolarmente atteso. L'Argentina affrontava l'Egitto negli ottavi di finale del Mondiale 2026. Dopo un primo tempo complicato, con gli egiziani avanti di due reti, l'Albiceleste ha firmato una spettacolare rimonta imponendosi 3-2 e conquistando l'accesso ai quarti di finale. Decisivi il gol di Lionel Messi, la rete di Cristian Romero e il colpo di testa vincente di Enzo Fernández, che ha completato la rimonta nella ripresa.
Ogni rete è stata accompagnata da un'esplosione di entusiasmo. Prima la preoccupazione per il doppio svantaggio, poi la speranza riaccesa dal gol di Messi e infine l'esultanza incontenibile al triplice fischio. Abbracci e canti hanno invaso via dei Mille diventata per una sera una piccola strada di Buenos Aires nel cuore di Siracusa.
Per molti dei presenti il calcio rappresenta molto più di uno sport. È un legame con le proprie radici, con i ricordi dell'infanzia e con i familiari rimasti in Argentina. Ritrovarsi davanti a uno schermo significa condividere emozioni, parlare la propria lingua, gustare specialità della tradizione e rafforzare quel senso di appartenenza che resiste anche a migliaia di chilometri di distanza.
Con la qualificazione ai quarti, gli appuntamenti sono destinati a proseguire. E c'è da scommettere che, anche alla prossima partita, nel locale dell'ex bomber siracusano non mancheranno bandiere, cori e quella passione tutta argentina capace di trasformare una semplice visione collettiva in un autentico pezzo di casa.