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15 luglio 2026 - Aggiornato alle 20:02
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ESTATE

Sversamento alla Plaia di Catania, il torrente Forcile porta in mare acqua scura: il video

Immagini inequivocabili questa mattina alla foce. Il Comune aveva previsto un trattamento con bioattivatori, ma i controlli restano un nodo irrisolto

15 Luglio 2026, 19:04

Le immagini risalenti a questa mattina non sembrano lasciare adito a dubbi: quell'acqua che arriva in mare a una velocità inconsueta, accompagnata da una vistosa chiazza marrone che si propaga, sembra tutto fuorché pulita. Siamo alla Plaia e il corso d'acqua che finisce (ancora una volta) nel mirino è il torrente Forcile.

Chiunque abbia sversato qualcosa di non meglio identificato, e di cui non conosciamo il grado di pericolosità, lo ha fatto ancora una volta quando pensava che l'attenzione si fosse abbassata, in spregio al reato di inquinamento ambientale, sul quale invece, soprattutto in estate, i riflettori restano ben accesi.

Di sicuro lo sono i nostri, e su tutti i corsi d'acqua che sfociano in mare: dall'Acquicella al Forcile – sul quale, già una volta, all'inizio dell'estate, il sindaco aveva emesso un'ordinanza "lampo" di divieto di balneazione alla foce, a seguito di valori anomali rilevati dall'Asp – fino al Buttaceto, che attraversa l'Oasi protetta del Simeto. Senza dimenticare il caso dell'Arci, per il quale si attende nei prossimi giorni la sentenza del tribunale sulla richiesta, avanzata dai balneari, di chiusura totale della soglia di tracimazione.

Ed è proprio nella risposta scritta a un'interrogazione presentata da Matteo Bonaccorso (Pd), in realtà relativa al Buttaceto e alla condotta del riuso mai completata, che sarà discussa nel prossimo question time, che l'assessore al Mare Andrea Guzzardi e il direttore Lara Riguccio non rispondono puntualmente ai quesiti posti, limitandosi a richiamare le competenze dell'Autorità di Bacino.

Nella parte dedicata alla "balneabilità della Plaia", però, si soffermano sul torrente Forcile, scrivendo: «Per la stagione balneare 2026 è stato previsto da questa amministrazione, sentiti gli organi competenti, un trattamento biologico mediante l'impiego di bioattivatori a base di microrganismi selezionati, enzimi, estratti vegetali e catalizzatori minerali. Si tratta di una soluzione ecocompatibile, efficace e classificabile come B.A.T. (Best Available Techniques), applicabile in ambienti acquatici, al fine di migliorare la qualità ambientale del tratto costiero della Plaia in corrispondenza della foce del torrente Forcile, attraverso interventi di bioattivazione finalizzati al miglioramento della qualità delle acque e dei sedimenti nel tratto terminale del corso d'acqua, dalla zona di San Giuseppe La Rena (in prossimità dell'"aeroplanino") fino alla foce della Plaia».

Delle due l'una: o il trattamento non viene effettuato con continuità oppure – ipotesi decisamente più probabile – chi inquina sa perfettamente dove e come sversare, forte anche della mancanza di controlli tempestivi lungo i corsi d'acqua. Controlli e adeguate sanzioni che da sempre vengono richiesti dagli utenti della Plaia, dai balneari e dalle associazioni ambientaliste.

(video di Letizia Ravidà)