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lo strano ritrovamento

Acquista una casa all'asta e scova 134 milioni delle vecchie lire dentro i barattoli di "citrosodina"

La Banca d'Italia di Messina ha negato il cambio delle monete in euro. E ora il signore (forse fortunato) sta tentando la strada legale

15 Luglio 2026, 23:40

23:50

Ha acquistato una casa all'asta e durante i lavori di ristrutturazione ha scovato 135 milioni delle vecchie lire. La particolarità è che le banconote erano arrotolate e messe in barattoli di citrosodina, quella sostanza che serve solitamente per aiutare la digestione. Il signore, lo chiameremo Benedetto, ha acquistato l'immobile nella provincia di Messina lo scorso 23 marzo. Qualche settimana fa, avviando i lavori, all’interno di un’intercapedine ha rinvenuto il piccolo “tesoro”: 1.354 banconote da 100.000 lire, per un controvalore complessivo di 135.400.000 lire, occultate nelle confezioni del digestivo.

L’uomo con tutto il malloppo si è presentato alla Filiale di Messina della Banca d'Italia per ottenere il cambio, ma si è sentito rispondere che l’operazione non è più consentita, essendo trascorsi dieci anni dall’introduzione dell’euro. La nuova moneta è stata varata nel 2002.

Benedetto però non si è dato per vinto. E facendo una ricerca sul web ha trovato l’Associazione Italia (www.associazione-italia.it), realtà che a livello nazionale segue pratiche di conversione lire-euro e rimborsi di buoni postali e titoli di credito in lire, per avviare la cosiddetta “conversione forzata” della vecchia valuta. E così ha deciso di rivolgersi agli avvocati di questo organismo che lo hanno informato del quadro normativo della materia.

Il 28 febbraio 2002 le lire cessano di avere corso legale. Il termine ultimo per la conversione delle banconote non prescritte è fissato al 28 febbraio 2012 (legge n. 96/1997, art. 3, comma 1), ma il legislatore anticipa la prescrizione al 6 dicembre 2011, con effetto immediato (decreto-legge n. 201/2011, art. 26, recante “Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici”). Il 7 ottobre 2015 però la Corte costituzionale dichiara l’illegittimità della norma nella parte in cui anticipava la prescrizione rispetto al termine originario (sentenza n. 216/2015, pubblicata in G.U. l’11/11/2015). Il 21 gennaio 2016 il Ministero dell’Economia e delle Finanze, in esecuzione della sentenza e per garantire certezza e trasparenza, stabilisce che chi chiede la conversione debba dimostrare di aver presentato la richiesta tra il 6 dicembre 2011 e il 28 febbraio 2012, indicandone l’importo. Il 22 gennaio 2016 le Filiali della Banca d’Italia aperte al pubblico avviano le operazioni di cambio nel rispetto delle istruzioni del MEF. Dal 22 gennaio 2016 al 31 maggio 2021 le operazioni effettuate sono 263, per un ammontare complessivo di 2.661.596,96 euro. A ciò si aggiunge uno scambio di corrispondenza tra il Governatore della Banca d'Italia e l’allora Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, in cui si ipotizza una possibile riapertura dei termini.

«Sebbene in Italia operi oggi la prescrizione ordinaria decennale per l’esercizio dei diritti di credito (come sostiene Bankitalia) — prescrizione che non vige in tutti gli altri Paesi dell’Unione europea, dove è ancora possibile “cambiare” la precedente moneta nazionale — è altrettanto vero che, ai sensi dell’art. 2935 c.c., il termine decennale inizia a decorrere da quando il titolare può far valere il proprio diritto. Nel caso specifico, il rinvenimento risale a circa due settimane fa: di conseguenza, l’interessato avrebbe tempo fino al 2036 per presentare la richiesta di conversione», sostengono gli avvocati dell'associazione. E per questo hanno intenzione di andare avanti. Se il messinese riuscirà a ottenere il cambio, forse dovrebbe dare una "percentuale" all'azienda che produce la citrosodina per aver ben conservato il tesoro.