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L'operazione

Gela, dieci arresti per furti e spaccate: c'è anche una donna all'ottavo mese di gravidanza

Alla base delle azioni del gruppo la necessità di procurarsi crack e cocaina

20 Luglio 2026, 13:01

17:55

Donne al centro del crimine e al lavoro anche all'ottavo mese di gravidanza e gruppi che per acquistare crack e cocaina non si facevano scrupoli ad agire anche in luoghi centrali controllati da telecamere pubbliche: così Gela è stata sotto scacco per mesi con un forte allarme sociale. Furti a catena in appartamenti e furti con spaccate ai danni di attività commerciali tra l'autunno del 2025 e la primavera scorsa hanno creato paure e tensioni. Ora le indagini di polizia coordinate dalla Procura di Gela guidata dal dott. Salvatore Vella hanno assicurato gli autori alla giustizia con l'esecuzione di dieci misure cautelari personali emesse dal Giudice per le Indagini preliminari nei confronti di altrettanti soggetti gravemente indiziati, a vario titolo, di essere coinvolti in una serie di reati predatori che hanno interessato il territorio di Gela e, in parte, quello di Butera.

L'operazione Gela sicura rappresenta il risultato di un'approfondita attività investigativa sviluppata attraverso servizi di osservazione e controllo, analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, acquisizione di elementi investigativi e numerosi riscontri sul territorio, che hanno consentito di delineare le responsabilità dei destinatari delle misure cautelari.

Un primo filone d'indagine ha riguardato una presunta associazione familiare dedita ai furti in abitazione. Le investigazioni hanno portato all'esecuzione della misura degli arresti domiciliari nei confronti di tre componenti dello stesso nucleo familiare – marito, moglie e suocera cioè la madre di lei – ritenuti gravemente indiziati di aver commesso almeno dieci furti in abitazione tra Gela e Butera. La moglie , una ventisettenne, ha lavorato fino all'ottavo mese di gravidanza. Finché ha potuto si arrampicata per raggiungere gli appartamenti poi ha fatto da palo

Secondo la ricostruzione investigativa, il gruppo avrebbe operato seguendo un consolidato schema d'azione: l'uomo si sarebbe introdotto nelle abitazioni prese di mira, mentre le due donne si sarebbero alternate nel ruolo di vedetta, monitorando le aree circostanti e segnalando eventuali situazioni di pericolo, così da garantire la riuscita delle azioni delittuose. Le zone da colpire sarebbero state preventivamente monitorate per individuare i momenti più favorevoli all'azione. Ma tra i cittadini la voce è circolata e piche i colpi venivano fatti nello stesso quartiere hanno cominciato a controllare presenze sospette e ci sono state pure le segnalazioni.

Il secondo filone investigativo ha consentito di raccogliere gravi indizi nei confronti di sette soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di numerosi furti aggravati commessi tra i mesi di febbraio e maggio mediante la tecnica della cosiddetta "spaccata", ai danni di diversi esercizi commerciali del centro urbano.

Per uno degli indagati è stata applicata la misura della custodia cautelare in carcere; per tre sono stati disposti gli arresti domiciliari con applicazione del dispositivo elettronico di controllo, mentre altri tre sono stati sottoposti all'obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria. Uno di loro è stato raggiunto dal provvedimento il giorno del compleanno.

Le indagini hanno evidenziato come gli autori, dopo aver infranto le vetrine con mazze, pietre e altri strumenti contundenti, si introducessero rapidamente all'interno degli esercizi commerciali per impossessarsi di denaro contante, merce di valore, casse automatiche e registratori di cassa, provocando rilevanti danni economici agli esercenti.

L'operazione conferma l'efficacia dell'azione investigativa della Polizia di Stato nel contrasto ai reati predatori, fenomeni che incidono in maniera significativa sulla percezione di sicurezza della collettività e arrecano gravi conseguenze ai cittadini e alle attività economiche del territorio. Le attività investigative proseguono al fine di verificare eventuali ulteriori responsabilità e possibili collegamenti con altri episodi criminosi.

I nomi

In carcere è finito il quarantenne Carmelo Meroni già condannato per la spaccata ad un panificio di via Palazzi. Arresti domiciliari, con braccialetto elettronico, per il venticinquenne Andrea Fava già arrestato per la spaccata ad parrucchieria di via Venezia, il cinquantunenne Giacomo Molara e il quarantanovenne Carmine Palmisano. Obbligo di dimora il quarantaseienne Benito Perotore, e obbligo di presentazione per il trentenne Carmelo Patrick Lizzio di recente condannato per scippi in città e il quarantunenne Nunzio Catania. Il gip del tribunale Roberto Riggio ha ritenuto di non dover applicare misure a un altro coinvolto, il cinquantanovenne Rosario Maganuco. Per i furti i destinatari di misura, sono  Emmanuel Lo Chiano, la  giovane Noemi Peritore e Cinzia Giaquinta