INQUINAMENTO
Mare nero alla foce del Simeto, bagnanti indignati: «Basta veleni nella nostra acqua»
Nuove immagini shock nell'Oasi protetta, dopo il Villaggio Cielo Azzurro: secondo i residenti il refluo arriverebbe dalla Plaia, a oltre 12 km di distanza
Non solo lo scorso fine settimana è stato da “bollino nero” sulla “qualità percepita” del mare catanese, ed era stato così almeno fino al messinese.
Restando nel nostro territorio, ancora oggi alle latitudini del Villaggio Cielo Azzurro, cioè all’estremo confine dell’Oasi protetta del Simeto dopo Vaccarizzo, il mare si sta presentando come nelle immagini che vi proponiamo.
E che non fanno che provocare ulteriore indignazione: “Dobbiamo denunciare, che ci ascoltino o meno – si appellano disperati i bagnanti – non se ne può più di vedere martoriata la nostra terra e il nostro mare per l’immobilismo dei nostri governanti. Qui arriva quanto trasportato dalle correnti da oltre 12 km dalla Playa, è davvero ancora accettabile?”
Appello che “La Sicilia” non ha potuto che raccogliere.
Per la cronaca, ancora ieri, a causa di un distacco improvviso della corrente elettrica durato circa tre ore, si era attivato il sistema di “salvaguardia” alla soglia di tracimazione del canale Arci lungo la SS 114 all’altezza dell’ex casa cantoniera dove, a causa delle pompe di sollevamento temporaneamente non funzionanti e come ampiamente previsto nel progetto approvato dall’Autorità di Bacino, le acque hanno potuto defluire a mare senza creare allagamenti alla zona industriale.
Il tempo per Sidra di organizzarsi con il gruppo elettrogeno, ripristino della soglia di tracimazione incluso, e la situazione è tornata sotto controllo.
Ma ancora solo qualche giorno fa, ricorderete, avevamo pubblicato le immagini di uno scarico inquinato alla foce del torrente Forcile, “sfuggito” ai controlli che ancora si auspica ci siano o possano esserci da parte delle autorità preposte, dal Comune all’ARPA, dalla polizia idraulica alla Capitaneria di Porto.
Dunque, la domanda è lecita: quando ci si imbatte in questi fenomeni “straordinari” cosa arriva davvero a mare? Chi di dovere è tempestivo nell’intervento quanto meno conoscitivo e di ricerca dell’origine dell’inquinamento?
Ciò, va sottolineato, a prescindere dalle analisi calendarizzate di ASP (con prelievi attesi in questi giorni) e quelli periodici di Sidra sul canale Arci e sulle acque in uscita dal depuratore che (almeno finora) hanno dato esiti rientranti nei range.
Ma i fatti restano, le immagini parlano. E parlano di un “mare martoriato” e non certo rispettato.