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No Ponte, la protesta si sposta in piazza: "Società Stretto di Messina va chiusa subito"
La denuncia degli attivisti contro i sette governi che da Monti a Meloni non hanno mai chiuso l'ente
Dito puntato contro la Stretto di Messina spa, chiedendone a gran voce la chiusura e lo scioglimento immediato. Questo è stato il senso del corteo di oggi a Messina contro il Ponte sullo Stretto. Una manifestazione che ha riempito le vie del centro città, dove hanno risuonato gli slogan contro il Ponte, e le richieste di chiusura immediata della società che ha in appalto la realizzazione dell'opera.
Più di Tremila persone hanno sfilato con manifesti e cartelli: “Siamo tutti espropriandi”, recitava uno dei grandi manifesti dentro il corteo.

“Scuole, acqua, sanità, sono queste le priorità”, ha ricordato Daniele Ialacqua, del comitato No Ponte Capo Peloro. A prendere parte alla manifestazione organizzata dall'Assemblea No Ponte sono stati tutti i comitati di Messina e di Villa San Giovanni, i due Comuni interessati dalla realizzazione dell'opera. “La migliore risposta – ha continuato Ialacqua - a chi vuole imporci un'opera inutile, devastante, costosa, perché le nostre priorità sono altre”.
Nei giorni scorsi è stato reso pubblico il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici, sull'esito però le opinioni sono contrastanti: “Non crediamo alle interpretazioni propagandistiche di Salvini e Ciucci – ha detto Ialacqua - che parlano di parere favorevole, il ponte non è tecnicamente realizzabile”.
Sulla stessa linea Elio Conti Nibali di Invece del Ponte, che ha ribadito: “Il nostro territorio ha bisogno di ben altre priorità. Ha bisogno di infrastrutture sicure, di trasporti efficienti, di servizi, di lavoro vero, investimenti che davvero possono migliorare la vita delle persone”, definendo il progetto “uno specchietto per le allodole. Un'opera costosissima, irrealizzabile tecnicamente e che continua a drenare però tantissime risorse”, oltre che “un pozzo di San Patrizio per una certa politica e per uno stuolo di affaristi”.

Una protesta abbracciata anche dai partiti. Il deputato regionale del M5s Antonio De Luca ha sottolineato che “il ponte continua a impegnare un surreale dibattito politico perché ormai è dichiarato a tutti i livelli che questa struttura non si farà, non serve a niente, serve solo a distrarre dalle reali priorità del Paese e a far parlare d'altro rispetto all'incapacità, all'altra incapacità del ministro Salvini”. E ha aggiunto: “È servito soltanto a dare tanti incarichi a tanta gente che, anche se il ponte non c'è, però ci ha guadagnato bene”.
“Questa città non si è stancata di opporsi. Noi il ponte lo contestiamo perché non sta in piedi: non regge sul piano tecnico, non regge sui costi, incide pesantemente su un territorio fragile e non risponde a nessuno dei problemi che Messina, la Sicilia e il Mezzogiorno hanno davvero”, a marciare anche Armando Hyerace, segretario provinciale del Pd di Messina. Che ha ricordato: “La società concessionaria assorbe risorse pubbliche da anni per gestire un'opera che non esiste: chiederne lo scioglimento è una questione di buon senso amministrativo prima ancora che politica”.

“Un bancomat che non vogliono mollare”, così interviene anche Maurizio Rella di Controcorrente. Che continua “Una battaglia da continuare, adesso con un imperativo preciso chiudere la Stretto di Messina spa: costi sui cittadini sugli italiani che hanno altre priorità insistono ancora nonostante tutte le contraddizioni emerse sapendo bene anche loro che è un'opera inutile e dannosa”.
In marcia anche la CGIL: “Abbiamo fatto noi un esposto alla Procura della Corte dei Conti – ricorda il segretario generale provinciale Pietro Patti -. È lo stesso Cas ad aver detto che per adeguare tutta l'infrastruttura stradale della rete autostradale ci vogliono circa 5 miliardi di euro, quando ci sono ancora famiglie messinesi e siciliane che non hanno l'acqua corrente H24, quando le ferrovie non sono sufficientemente adeguate agli standard non soltanto, diciamo, europei, ma per un Paese civile, spendere 14 miliardi per un ponte sono assolutamente inutili”.
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Molto netto il discorso a fine corteo. Gino Sturniolo dell'Assemblea No Ponte ha ribadito che dopo anni di studio del progetto "abbiamo capito che non hanno un piano che non sia quello di continuare a portare avanti l’iter e guadagnarci sopra. Non lo sanno se il ponte si può fare. Non lo sanno se starebbe in piedi". Ciò nonostante, la Stretto di Messina è "una società che ogni anno consuma ingenti risorse - ha continuato Sturniolo - senza arricchire di nulla la comunità. Una società che, colpevolmente, i governi che si sono succeduti dal 2013 non hanno messo in liquidazione nonostante la Corte dei conti avesse chiesto ripetutamente di farlo. Non c'è posto per i devastatori in riva allo Stretto".