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Il caso

La "marmotta", ecco come funziona il congegno utilizzato dalla banda che fa saltare i bancomat

La gang è diventata l'incubo delle banche della Sicilia Orientale

25 Agosto 2026, 11:20

11:21

Cronache recenti fanno emergere un fenomeno criminale sempre più preoccupante, gli assalti agli sportelli bancomat compiuti tramite l’utilizzo di esplosivi. Una tecnica violenta e pericolosa, riconducibile a uno o più gruppi criminali che seminano allarme tra la popolazione sul territorio. L’ultimo episodio, in ordine di temporale, è avvenuto a Melilli, nel Siracusano, dove il colpo, fortunatamente, non è andato a buon fine e non ha avuto conseguenze.

Si può parlare quasi di un miracolo. Proprio un miracolo, perché il pericolo non riguarda soltanto le agenzie bancarie e il loro denaro. La presenza di esplosivi espone a rischi enormi anche i cittadini. In alcune circostanze, i malviventi non hanno esitato ad aprire il fuoco, mettendo in pericolo persone colpevoli soltanto di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Denominatore comune di questi episodi è una tecnica ormai nota agli investigatori. Per far saltare lo sportello bancomat viene utilizzato un ordigno artigianale chiamato "marmotta". La deflagrazione di questo strumento dovrebbe provocare la distruzione dello sportello e consentire ai rapinatori di recuperare il contante custodito all’interno. Un metodo molto rischioso, sia per chi lo mette in pratica sia, soprattutto, per chi si trova nelle vicinanze. Della "marmotta" si sa che è un dispositivo artigianale costituito da un involucro rigido, metallico, scatolato, all’interno del quale viene inserita una sostanza esplodente pulvirolenta, sensibilissima allo sfregamento, agli urti e all’aumento di temperatura, altamente instabile. Il manufatto presenta una caratteristica forma allungata e un manico a "T" che ne facilita la collocazione all’interno della fessura di erogazione del contante. Una comune miccia pirotecnica affogata nella miscela esplodente e l’ordigno viene predisposto con un sistema di accensione e successivamente utilizzato contro lo sportello automatico. Proprio la natura artigianale del dispositivo rende imprevedibili gli effetti della deflagrazione.

L’esplosione distrugge completamente il bancomat e provoca danni ingenti all’agenzia bancaria, agli edifici circostanti e alle automobili o alle attività presenti nelle vicinanze. Ma, paradossalmente, nella maggior parte dei casi il bottino va distrutto o diventa inutilizzabile. La violenza della deflagrazione danneggia le banconote, mentre i sistemi antirapina installati negli sportelli rendono, di fatto, il denaro inutilizzabile attraverso dispositivi di sicurezza.

Dopo il boato arriva il panico. Residenti e passanti vengono fatti allontanare dalle forze dell’ordine, mentre l’area viene messa in sicurezza. A Melilli, come in altri episodi analoghi, è stato necessario l’intervento degli artificieri dei Carabinieri per verificare e mettere in sicurezza l’ordigno utilizzato.

Come già scritto, la sostanza utilizzata in questi ordigni è estremamente instabile. Urti, sfregamenti, sollecitazioni meccaniche o variazioni di temperatura determinano reazioni imprevedibili. È questo uno degli aspetti più inquietanti della cosiddetta "banda della marmotta". Questa tecnica criminale che, oltre a colpire banche e patrimonio, trasforma le strade e i luoghi abitualmente frequentati dai cittadini in scenari potenzialmente letali.

E così, mentre i criminali inseguono un bottino che spesso finisce distrutto, il prezzo più alto rischia di essere pagato da inerme cittadini. È proprio questo il dato che rende questi assalti un fenomeno criminale da contrastare con la massima attenzione.