Il giallo di Riposto
I Ris di Messina "entrano" a casa di Noemi: il colonnello Romano spiega come si analizzerà la scena della tragedia
Gli accertamenti serviranno a risolvere i troppi misteri attorno alla morte della 33enne trovata impiccata
Poco prima delle 10 sono iniziati i sopralluoghi sulla scena del caso Noemi, a Riposto. Le attività si sono aperte con l’ingresso preliminare del comandante sezione biologica Ris, Carlo Romano, e del fotografo del reparto, incaricati della prima documentazione fotografica dell’area. Successivamente verranno eseguiti gli esami chimici, con il supporto del Reparto Analisi Criminologiche – Sezione Psicologia Investigativa del RaCIS di Roma. Al termine degli accertamenti irripetibili, è stato consentito ad altri soggetti di assistere alle operazioni insieme al Ris, tra cui il legale dell’unico indagato, Ivan Siragusa, che ha chiesto e ottenuto di poter presenziare.
L’obiettivo primario degli esperti dell’Arma è accertare con precisione scientifica la natura del rogo, individuare l’eventuale presenza di sostanze acceleranti o inneschi e chiarire le dinamiche che hanno scatenato le fiamme nella casa. Fuoco che non ha raggiunto il corpo senza vita della donna. Ad affiancare gli specialisti del Reparto investigazioni scientifiche di Messina ci saranno i militari della Sis (Sezione investigazioni scientifiche) di Catania. Il lavoro congiunto delle due unità permetterà di svolgere rilievi tridimensionali, mappature dello stato dei luoghi e una minuziosa attività di repertazione materiale. Ogni micro-traccia isolata sul posto verrà sottoposta agli esami di laboratorio nelle settimane successive.
Gli inquirenti vogliono approfondire, dopo un primo accertamento specialistico effettuato il 24 agosto scorso dal Nia, il Nucleo investigativo antincendi dei vigili del fuoco di Palermo, se l’incendio sia stato appiccato dolosamente per distruggere prove o coprire tracce collegate al decesso di Noemi.
Come emerso nei giorni scorsi, la ricostruzione dell’unico indagato, l’amico speciale Toni Proietto (che scoprì il corpo sabato notte parlando di un suicidio preannunciato attraverso una video chiamata di Noemi), presenta diverse incongruenze temporali, tra cui un buco di circa 24 ore tra la morte stimata della donna (venerdì notte) e il suo effettivo ritrovamento. A pesare sulle indagini ci sono anche le prime valutazioni del medico legale della famiglia di Noemi, che escluderebbero fermamente l’ipotesi dell’impiccagione volontaria, aprendo la strada a uno scenario del tutto differente.
Gli elementi da chiarire per decifrare il giallo rimangono numerosi: dall’identità dell’uomo misterioso che avrebbe accompagnato Noemi a Giarre nell’abitazione di Toni, la sera del 21 agosto scorso, fino all’effettiva natura dei messaggi inviati sul cellulare dell’indagato. Sotto questo aspetto, saranno determinanti sia l’analisi dei telefoni della coppia condotta dai carabinieri, sia l’esame dei filmati delle telecamere di videosorveglianza posizionate a Giarre (nei pressi della casa di Proietto) e in via Circumvallazione a Riposto.
Frattanto, gli esiti dei rilievi del Ris di Messina potrebbero risultare determinanti per dare risposte concrete alla Procura e imprimere una direzione definitiva a un’inchiesta complessa con troppi punti neri.