il giallo di riposto
L'omicidio di Noemi, parla un testimone: «Tre giorni prima di morire mi chiese 500 euro per un debito»
Rompe il silenzio e decide di metterci la faccia. Giuseppe, il massaggiatore di Giarre identificato dagli inquirenti come uno degli ultimi ad aver incontrato Noemi prima della tragedia
Rompe il silenzio e decide di metterci la faccia. Giuseppe, il massaggiatore di Giarre identificato dagli inquirenti come uno degli ultimi ad aver incontrato Noemi prima della tragedia, ha voluto chiarire pubblicamente la propria posizione e raccontare la sua verità.
I fatti risalgono a tre giorni prima del delitto. Giuseppe e Noemi si sono incrociati all'interno di un bar di Riposto. La donna non era sola: si trovava infatti in compagnia di un uomo. In quella circostanza, Noemi si sarebbe avvicinata a Giuseppe chiedendogli in prestito una somma di 500 euro, spiegando di trovarsi in forte difficoltà per via di un debito urgente da saldare. Un elemento che potrebbe rivelarsi centrale per chi indaga, impegnato a ricostruire il contesto relazionale ed economico della vittima nelle sue ultime ore.
L'attività investigativa ha infatti subito un'accelerazione nelle ultime ore. I carabinieri l’altro ieri hanno proceduto al sequestro dello smartphone di Giuseppe, invitandolo a rimanere a completa disposizione della magistratura. Proprio nella giornata di ieri, il dispositivo è stato analizzato dettagliatamente in Tribunale nell'ambito di accertamenti tecnici irripetibili
