Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
10 ottobre 2026 - Aggiornato alle 13:12
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

Il giornale di oggi

Leggi
☰

criminalità

Corse clandestine a Palagonia: la Polizia scova a San Cristoforo anche il secondo cavallo

Blitz degli agenti tra le stalle abusive: sequestrati un puledro di sette mesi, il calesse e i finimenti, mentre per il proprietario scattano la denuncia e 13 mila euro di sanzioni

10 Ottobre 2026, 12:47

12:50

Proseguono i controlli della Polizia di Stato contro le corse ippiche clandestine: gli agenti hanno individuato e messo in salvo il secondo cavallo impiegato nella competizione non autorizzata disputata nei giorni scorsi nel territorio di Palagonia. Si tratta di un puledro di appena sette mesi, rintracciato al termine di approfondite verifiche nelle stalle del quartiere San Cristoforo, a Catania.

L’operazione è stata eseguita dalla Squadra a Cavallo dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, che aveva avviato accertamenti immediati dopo la notizia della gara illegale nelle campagne del Calatino. Mentre il primo animale era stato individuato e sequestrato a ridosso dell’evento, il secondo equide era stato inizialmente occultato in una stalla abusiva della provincia, nel tentativo di sottrarlo ai controlli delle forze dell’ordine. L’intensa attività nel rione San Cristoforo ha spinto alcuni soggetti coinvolti ad assumersi le proprie responsabilità e a prendere le distanze dal comportamento di altri partecipanti.

All’interno della stalla catanese, oltre al giovane cavallo, gli agenti hanno sequestrato anche il calesse e i finimenti utilizzati durante la corsa. Con il supporto dei medici veterinari dell’ASP, l’animale è stato identificato tramite microchip e affidato in custodia a un’azienda specializzata. Il provvedimento è stato adottato per evitare un suo eventuale reimpiego in competizioni abusive o la destinazione alla macellazione clandestina, talvolta utilizzata per eliminare prove e ostacolare la ricostruzione dei profitti illeciti. A carico del proprietario è scattata la denuncia all’Autorità giudiziaria — ferma restando la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva — e sono state irrogate sanzioni amministrative per un importo complessivo di 13 mila euro.