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Quei camion carichi di rifiuti gettati in mare tra Messina e la Tirrenica, inchiesta della Gdf: scattano le misure cautelari per cinque persone

Le Fiamme Gialle hanno notificato i provvedimenti cautelari dopo lo sversamento sistematico a Pace del Mela, Messina e Villafranca

13 Ottobre 2026, 11:18

11:20

Un meccanismo strutturato e sistematico, indifferente all’ambiente e votato esclusivamente al profitto tramite la gestione illecita dei rifiuti: è il contesto delineato dalle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Messina, che hanno dato esecuzione a un’ordinanza del gip del Tribunale di Messina su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.

Il provvedimento dispone misure cautelari personali, coercitive e interdittive nei confronti di cinque persone, accusate in concorso nel reato di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti. Le misure sono scaturite dagli interrogatori preventivi davanti al giudice che ha confermato la solidità del quadro indiziario raccolto e la necessità delle esigenze cautelari.

I finanzieri hanno notificato tre divieti di esercitare attività imprenditoriali, un obbligo di firma e un obbligo di dimora nel comune di residenza, con durate comprese tra 6 e 12 mesi. L’operazione si inserisce nel solco del sequestro preventivo già eseguito il 23 settembre scorso quando i finanzieri avevano messo i sigilli a tre compendi aziendali di società messinesi attive nello smaltimento, oltre ad automezzi commerciali, terreni e disponibilità finanziarie liquide per circa 115 mila euro, ritenute profitto del reato. L’indagine, condotta dal Gico del Nucleo PEF di Messina sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, ha accertato il conferimento reiterato di rifiuti in otto siti privi di qualunque autorizzazione ambientale.

Le aree interessate si trovano nella fascia tirrenica della provincia, in particolare nei comuni di Pace del Mela, Messina e Villafranca; in diversi casi gli sversamenti sarebbero avvenuti con la compiacenza di imprenditori terzi, proprietari dei terreni poi trasformati in discariche clandestine.