L'INTERROGATORIO
Inchiesta corruzione, Armao parla per due ore col gip: la sua versione sui 20mila euro nell'orologio a pendolo
Il professore ha detto di essere già stato al centro di 5 inchieste da parte della Procura di Palermo, ma «siamo 5 a 0»
Non mazzette, ma entrate tutte tracciate e anche prestiti. È così che il professore Gaetano Armao ha definito i 20mila euro in contanti trovati nell'ormai famoso orologio a pendolo. Come ha spiegato fuori dall'aula dove ha reso dichiarazioni spontanee per circa due ore davanti al gip Giuseppa Zampino che deve decidere sul suo arresto per corruzione.
L'ex presidente della Cts, che si è detto (ed è apparso) "assolutamente sereno" ha spiegato, assistito dall'avvocato Giovanni Rizzuti, che con Pierluigi Matta intrattiene un rapporto di lunghissima data, non solo di amicizia, ma anche professionale. Il denaro che Matta gli avrebbe consegnato sarebbero acconti legati a varie cause e consulenze curate insieme, ma anche prestiti. Ma perché usare buste, pizzini, appuntamenti in macchina? «Non mi sembrava il caso di parlare di queste cose a cena...» ha detto Armao, che respinge con fermezza l'accusa di corruzione.
Il professore ha detto di essere già stato al centro di 5 inchieste da parte della Procura di Palermo, ma «siamo 5 a 0» perché «ho ottenuto 3 assoluzioni e 2 archiviazioni». Non si sente comunque un perseguitato dalla magistratura e ha sottolineato di aver fatto Finanziarie per circa 250 miliardi di euro «senza una virgola fuori posto», ribadendo la sua correttezza.
La difesa ha contestato le trascrizioni di diverse intercettazioni significative, sostenendo un'incompatibilità tra l'audio e lo scritto.
