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Cronaca

Catania, la piazza di spaccio di San Cristoforo fruttava 10 mila euro al giorno

Di Redazione
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Una "piazza di spaccio" nello storico rione San Cristoforo che fatturava 10mila euro al giorno è stata sgominata dai carabinieri del comando provinciale di Catania che hanno eseguito un’ordinanza emessa dal Gip nei confronti di 22 indagati.

Nell’ambito della stessa operazione, denominata Concordia, militari dell’Arma hanno disarticolato anche un gruppo specializzato nella vendita a domiciliò di cocaina e crack che veniva consegnata ai clienti su ordinazione utilizzando dei pusher motorizzati. A gestire la piazza di spaccio nella zona di via della Concordia era un 56enne agli arresti domiciliari aiutato dal suocero e dalla moglie: in un video girato dai carabinieri si vede la donna con in braccio un bambino piccolo mentre aiuta il marito a raccogliere una busta contenente droga. Tra gli indagati anche due tassisti che rivendevano la cocaina ai clienti di un locale notturno. Dalle indagini è emersa la presenza di un altro gruppo, attivo nella zona della stazione ferroviaria, che vendeva la droga soltanto con la tecnica del 'domiciliò, consegnando la cocaina a casa dei clienti o in posti con loro concordati. Dieci degli indagati risultati percettori di reddito di cittadinanza saranno segnalati all’Inps per la sospensione del beneficio. L’inchiesta della Dda si è conclusa in tempi brevi: l’informativa finale dei carabinieri è stata depositata a fine maggio del 2020 e la richiesta cautelare è stata avanzata dalla Procura al Gip il mese successivo.

LE FOTO DEGLI INDAGATI

La “piazza di spaccio”, fra via Concordia e via Cordai, era diretta da Michele Balsamo, che con l’aiuto della moglie Angela Sapuppo (la donna ripresa dalle telecamere mentre con un bambino in braccio collabora attivamente il marito nel recupero di una busta contenente stupefacente), del suocero, Francesco Sapuppo, e degli altri pusher e vedette.

Gli investigatori hanno prestato particolare attenzione su taxista Eugenio Farinella, assiduo frequentatore della “piazza” di via Concordia, che insieme all’amico e collega Agatino Carnazza, svolgeva, parallelamente all’ordinaria attività lavorativa, anche il ruolo di pusher di cocaina rivendendo lo stupefacente - a prezzo maggiorato – ai clienti di un night o facevano da tramite per gli acquirenti che preferivano non esporsi all’acquisto della droga.

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Droga a San Cristoforo, i carabinieri: «Ecco come funzionava lo spaccio»

Altra figura osservata dai carabinieri quella di Mario Grillo, finito domiciliari considerato l’ideatore e l’organizzatore di un traffico di stupefacenti del tutto innovativo, che prevedeva la consegna di cocaina e crack esclusivamente “a domicilio” o “su ordinazione” servendosi di due corrieriche si muovevano a bordo di scooter con al seguito solo piccoli quantitativi di droga eliminando così i rischi connessi ad un eventuale controllo delle forze dell’ordine e più in generale alla gestione di una piazza di spaccio all’aperto. Le cessioni avvenivano infatti in tempi brevissimi, grazie ad un collaudato sistema di “ordinazione telefonica e consegna” che prevedeva la possibilità di ricevere lo stupefacente sia direttamente a casa oppure in qualsiasi altro luogo d’incontro della città.

In carcere sono finiti: Michele Balsamo di 55 anni (che era già ai domiciliari), Alessandro Caltabiano di 26 anni (anche lui era già ai domiciliari), Carmelo Caltabiano di 52 anni, Orazio Fuselli di 29 anni (era già ai domiciliari), Giancarlo Manfredi di 28 anni (era già ai domiciliari), Alessandro Motta di 29 anni, Massimo Raia di 49 anni, Francesco Sapuppo di 75 anni (era già ai domiciliari), Mario Grillo di 29 anni e Eugenio Farinella di 49 anni.

Ai domiciliari sono stati posti: Angela Sapuppo di 48 anni, Antonino Valentino Di Guardo di 33 anni, Giuseppe Minutola di 48 anni, Carmelo Pandetta, di 33 anni, Carmelo Basile di 26 anni, William Barbera di 23 anni e Agatino Carnazza di 59 anni. L’obbligo di dimora è stato imposto a Salvatore Caltabiano di 32 anni, Antonino Fuselli di 50 anni, Francesco Munzone di 31 anni, Arturo Strano di 28 anni, Vincenzo Testa di 59 anni.

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