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Il riconoscimento

Candelora d'Oro a Giovanni Cultrera di Montesano: «Agata e Bellini, due forze fuse in un'unica anima»

Il musicista e sovrintendente del Teatro Massimo ringrazia i lavoratori e la città

01 Febbraio 2026, 19:22

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Un riconoscimento che va oltre la celebrazione personale e abbraccia l'intera città di Catania. Così Giovanni Cultrera di Montesano, musicista di fama internazionale e sovrintendente del Teatro Massimo Bellini, ha accolto il conferimento della prestigiosa Candelora d'Oro. E nel ricevere il riconoscimento ha delineato il valore simbolico del premio, i progetti futuri per il Teatro e il legame indissolubile tra la Santa Patrona e l'identità culturale etnea.

Per il sovrintendente, ricevere la Candelora d'Oro rappresenta «un valore immenso. Non si tratta solo di una gratificazione, ma dell'assunzione di una grande responsabilità: quella di rappresentare la cultura nel nome di Sant'Agata». Cultrera ha poi sottolineato la simbiosi tra la città e la sua Patrona: «Sant'Agata è Catania, Catania è Agata», ha dettom definendo questo legame come la base per dare voce non solo al Teatro, ma a tutte le maestranze — artistiche, tecniche e amministrative — che lavorano quotidianamente per portare in alto il nome dell'istituzione e di Vincenzo Bellini.

C'è infatti un parallelismo tracciato tra la Santa e il Cigno catanese: «Agata e Bellini, due forze fuse in un'unica anima, due pilastri di questa società. Anche se vissuti lontano nel tempo, hanno in comune radici profonde e l'amore per questa città». Secondo Cultrera, queste due figure rappresentano l'identità stessa di Catania, unendo fede e arte in un unico abbraccio.

Guardando al futuro, e specificamente alla progettazione per Catania Capitale della Cultura, il sovrintendente ha annunciato importanti iniziative. Il Teatro Massimo Bellini si prepara a commissionare due nuove opere liriche: una dedicata a Sant'Agata e una dedicata a Vincenzo Bellini. Queste opere saranno un omaggio alla sofferenza, alla resistenza e alla protezione che hanno dato voce alle speranze dei catanesi nel corso della storia.

In chiusura, il maestro ha voluto dedicare il riconoscimento a diverse figure chiave: alla sua famiglia e a tutto il personale del Teatro, a chi crede nel «valore del lavoro», al grand'ufficiale Luigi Albino Lucifora, recentemente scomparso, ricordato per il suo impegno amministrativo e ai figli della città, «affinché possano continuare ad amare e credere in questa tradizione viva e pulsante». Il messaggio finale è un invito alle nuove generazioni a mantenere viva l'identità catanese, chiudendo con il più classico e sentito dei saluti: «Viva Sant'Agata».