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26 luglio 2026 - Aggiornato alle 20:07
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TEATRO

Le straordinarie immagini del rivoluzionario Requiem di Mozart al Palazzo della Cultura di Catania tra musica, danza e fuoco

​Una produzione coraggiosa e magnetica che libera il capolavoro mozartiano da ogni polverosa convenzione, restituendogli la potenza primordiale della tragedia classica

26 Luglio 2026, 17:42

17:50

Trionfo al Palazzo della Cultura di Catania per il Coro Lirico Siciliano. Per la prima volta in Sicilia, all’interno del cartellone del Festival Lirico dei Teatri di Pietra, il celebre Requiem di W. A. Mozart è stato sottratto alla sua consueta dimensione oratoriale e ripensato come spettacolo di teatro totale, dalle forti componenti visive e sensoriali.

Restituire all’enigma del Requiem corpo, moto e visceralità, liberandolo dalla stasi concertistica: è la scommessa vinta dal Festival, che ha conquistato il Cortile di Palazzo Platamone con un’operazione scenica di rara coerenza e impatto.

Guidata dalla regia visionaria di Salvo Dolce e dalle suggestive coreografie di Sarah Lanza, la partitura sacra si fa esperienza immersiva. Il linguaggio del Corpo di Ballo residente dialoga con la stessa intensità dell’Orchestra del Festival, traducendo in gesto la tensione ancestrale fra l’uomo e l’ignoto.

A suggellare la drammaturgia visiva, l’uso del fuoco vivo in palcoscenico, capace di evocare con magnetismo tanto le fiamme del “Confutatis” quanto la luce di una speranza perenne.

Eccellente la resa musicale. Il maestro Francesco Costa, alla testa del travolgente Coro Lirico Siciliano, imprime alla narrazione un passo incalzante e contrasti dinamici netti, esaltando il solido quartetto di voci formato da Xue Jia, Erika Prostamo, Davide Benigno e Agustin Albornoz.

Una produzione audace e ipnotica che spazza via ogni convenzione polverosa, restituendo al capolavoro mozartiano la forza primigenia della tragedia classica.

Dopo l’acclamato debutto catanese, l’allestimento proseguirà il suo viaggio nei luoghi di pietra e storia dell’Isola: Teatro Andromeda a Santo Stefano Quisquina (27 luglio), Parco Archeologico di Selinunte, di fronte al Tempio di Hera (21 agosto), e conclusione nella suggestiva cornice del Teatro Giardino Efebo di Agrigento (23 agosto).