LO SPETTACOLO
Cavalleria Rusticana incanta Catania: notte da tutto esaurito al Festival Lirico dei Teatri di Pietra
Su un cast d’eccezione ha primeggiato la soprano Yeon-Joo Park che ha conquistato il pubblico con la sua Santuzza
Una notte d’arte imponente e di travolgente bellezza ha lasciato un segno profondo nel cuore monumentale di Catania. La Cavalleria rusticana in forma di concerto, perno della rassegna Palcoscenico Catania 2026, si è trasformata in un autentico rito collettivo, registrando l’ennesimo sold out e confermando il prestigio della stagione 2026 del Festival Lirico dei Teatri di Pietra. Un impianto drammaturgico cesellato con cura sartoriale ha messo in dialogo la forza viscerale della musica con il linguaggio del grande cinema: le sequenze iconiche dei film di Luchino Visconti, da La terra trema a Il Gattopardo, si sono intrecciate con le pagine di Pietro Mascagni.
In questo fecondo incontro tra verismo musicale e neorealismo cinematografico, la Sicilia è stata celebrata con un omaggio appassionato, capace di esaltare l’identità più autentica, fiera e poetica dell’isola. Fra le antiche pietre grecoromane, colme di storia e suggestione, le proiezioni d’autore curate da Claudio Mantegna hanno trasfigurato la materia archeologica in un palcoscenico vivo, pulsante di memoria e tensione emotiva, nel cinquantesimo anniversario della scomparsa del grande regista.
Su un cast d’eccezione ha primeggiato la straordinaria Santuzza di Yeon-Joo Park: una prova magistrale, caratterizzata da dizione italiana cristallina, timbro di altissimo pregio e una proiezione vocale monumentale per ampiezza, volume e travolgente intensità espressiva. Al suo fianco, il tenore Giuseppe Distefano ha delineato un Turiddu di notevole spessore, distinguendosi per lo squillo terso, la sicurezza nel registro acuto e una generosa passionalità interpretativa che ha dato corpo e verità al tormento del personaggio mascagnano.
Accanto ai protagonisti, il Coro Lirico Siciliano, guidato da Francesco Costa, ha offerto una prestazione di assoluto livello, mostrando compattezza, omogeneità tra le sezioni e una ricchezza di sfumature dinamiche di grande finezza. Sotto la solida bacchetta di Paolo Spadaro Munitto, l’Orchestra del Festival ha fornito una lettura della partitura al tempo stesso rigorosa e trascinante, valorizzando con misura l’incisivo Alfio di Gangsoon Kim e le prove di rilievo di Antonella Arena (Lucia) e Leonora Ilieva (Lola). Le prolungate ovazioni a scena aperta hanno suggellato una serata da incorniciare.
Un ulteriore afflusso entusiasta di pubblico che si inserisce in una serie ininterrotta di esauriti in ogni ordine di posto, ribadendo con forza il ruolo centrale del Festival Lirico dei Teatri di Pietra quale punto di riferimento per la grande musica d’arte, la valorizzazione del patrimonio archeologico e il riscatto culturale della Sicilia.