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Livatino, 29 anni fa l'omicidio: un docufilm per onorare la memoria

Di Redazione
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Il 21 settembre di ventinove anni fa il giudice Rosario Livatino fu assassinato dai killer della Stidda.
Una figura quella del magistrato canicattinese che non ci ha mai lasciati. Nella ricorrenza del 29° anno della scomparsa del giudice Livatino, l’associazione Giustizia e Pace intitolata a Rosario Livatino e a Gaetano Costa (magistrato nisseno ucciso dalla mafia), fondata da Vittorio Fontana di Acireale, magistrato, procuratore generale della Corte di Cassazione emerito e presieduta da Ugo Tomaselli, con la collaborazione del quotidiano La Sicilia e del Centro studi Livatino di Roma, nella persona del vicepresidente Domenico Airoma, ha promosso il film documentario “Sub tutela Dei Il giudice beato” che uscirà il prossimo mese di ottobre.
«Sessanta minuti per ripercorrere la vita di Livatino – racconta Ugo Tomaselli – con le riprese del film inchiesta girate tra luglio e agosto e per il quale, per nostra volontà, non è stato richiesto alcun contributo».
Il film racconta la vita, la cronaca dell’uccisione del giudice e la procedura per la beatificazione. Una finestra su Livatino prima bambino poi uomo, con le chiese dove si recava a pregare ogni mattina, la casa paterna a Canicattì e, ancora, l’ufficio del tribunale dove lavorava, il luogo dove è stato ucciso. A raccontare la vita di Livatino i procuratori Nunzio Sarpietro, Vittorio Fontana, Michelangelo Patané, Ottavio Sferlazza, Domenico Airoma e il cardinale Francesco Montenegro, don Giuseppe Livatino, il direttore del quotidiano La Sicilia Antonello Piraneo, il giornalista del quotidiano La Sicilia Fabio Russello e Ugo Tomaselli, la cugina Rosaria Livatino, il compagno di scuola Giuseppe Palilla, il professore del Giudice, ex dirigente scolastico, Gaetano Augello.
Il film-inchiesta, per la regia di Francesco Millonzi, attraverserà tutta l'Italia, in un tour che partirà a ottobre intitolato: «Il saluto della legalità» e sarà proiettato nelle scuole, teatri e nei comuni che ne faranno richiesta in uno spettacolo molto coinvolgente e animato, prima della proiezione del film, con un monologo sulla legalità e sull'importanza della cultura.
«Questo film - afferma il regista Francesco Millonzi - serve per risvegliare le coscienze e riflettere sui valori dell'onesta, in quel seme piantato da chi ha donato la vita per la nostra libertà». Il film è ideato, scritto e prodotto da Francesco Millonzi; segretaria di produzione Lea Bilello; assistente alla regia Fabrizio D’Amico.

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