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Lavoro

Fiom e vertenza ST, il segretario nazionale De Palma a Catania: «Serve convocare il tavolo ministeriale»

In Sicilia per incontrare gli iscritti dopo le consultazioni per il nuovo Ccnl, il leader dei metalmeccanici parla della situazione industriale sotto l'Etna, che vede un rilancio del settore siderurgico

20 Febbraio 2026, 11:06

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«Si stanno facendo delle scelte sbagliate sia in politica industriale europea che nazionale». Lo dice Michele De Palma, segretario nazionale del sindacato dei metalmeccanici Fiom Cgil. È oggi a Catania per incontrare gli iscritti dopo le consultazioni relative al nuovo Contratto collettivo nazionale, approvato dalla quasi totalità dei lavoratori. Ma la realtà del settore non dipende solo dagli accordi sindacali, ma soprattutto dalle scelte industriali e politiche. E De Palma non nasconde la preoccupazione: «Mettere in discussione il processo di transizione verso l'auto elettrica sta generando un'incertezza sul mercato e si sta riversando poi dopo sugli investimenti e sulla crescita della produzione dei volumi. Un tema che va affrontato sia in Europa che col governo nazionale. Rallentare la transizione fa male alle lavoratrici e ai lavoratori e alle imprese che invece investono nella transizione».

E tra chi sta investendo nel settore c'è STMcrielectronics, colosso dei semiconduttori italo-francese che a Catania impiega oltre 5.000 lavoratori «e da sola genera il 13 per cento del pil del territorio», sottolinea la segretaria di Fiom Catania Rosy Scollo. Proprio nella cosiddetta «Etna Valley» STM sta realizzando il suo impianto per la produzione al carburo di silicio, una tecnologia che supera il “classico” silicio e che posizionerà l’azienda e Catania come leader europeo nella produzione di componenti per le auto elettriche. E, oltre alle scelte europee, la realizzazione del nuovo impianto che promette migliaia di nuovi posti di lavoro si scontra anche con un problema molto pratico: la fornitura idrica, che dovrà salire fino a 400 metri cubi l'ora. A fornirla dovrà essere la Sidra, società partecipata del Comune, come confermato dal sindaco Enrisco Trantino nell’ultimo incontro avuto al tavolo permanente per STM al ministero dello Sviluppo Economico. Solo che quel tavolo «non si è più riunito», prosegue De Palma. «Siamo in attesa, il tavolo non viene ancora convocato ed è necessario, che ci sia una risposta immediata da parte della Regione Sicilia». Questo perché l’impianto verrà realizzato non solo con un investimento da 5 miliardi di cui metà da ST e il resto con fondi pubblici, anche dalla Regione. «L'accordo di programma ci ha esclusi dal confronto per garantire quegli investimenti che servono a determinare la nuova occupazione. Noi - prosegue il segretario Fiom - non siamo stati soggetto di negoziato rispetto al 3.000 nuove assunzioni. Per questo serve il tavolo, subito».

Per quanto riguarda la fornitura idrica De Palma dice: «Noi dobbiamo esigere il fatto che le infrastrutture che possono rendere necessari gli investimenti e lo sviluppo siano realizzate. Abbiamo da negoziare, da contrattare. Dal nostro punto di vista non si può tenere in sospensione il mercato, che non aspetta le lungaggini e le burocrazie. E i lavoratori hanno bisogno invece di avere le condizioni che sono necessarie per rilanciare la produzione. Senza l'industria saltano le economie di interi territori e proprio nel Mezzogiorno e proprio in Sicilia il tema degli investimenti e il tema di ragionare di come si sviluppa l'industria è il punto di riferimento che dovrebbe caratterizzare sia le scelte degli imprenditori, ma dall'altro lato anche le scelte del nostro sistema istituzionale. Si fanno gli annunci spesso, ma poi dopo agli annunci non seguono i fatti. Noi siamo qui per realizzare i fatti».

Le tematiche territoriali vengono approfondite da Rosy Scollo, segretaria territoriale di Fiom, e dal segretario generale di Cgil Catania Carmelo De Caudo. Per De Caudo «È chiaro che diciamo l'industria a Catania sta subendo delle contrazioni, ma soprattutto per quanto riguarda il farmaceutico. Mentre per ST è il nodo da sciogliere è quello relativo all'acqua. Oltre che al tavolo ministeriale, abbiamo avuto incontri anche informali col sindaco per capire qual è lo stato dell'arte dell'operazione che ovviamente è propedeutica per lanciare la nuova linea produttiva. Una linea, prima in Europa, che è promettente per i giovani, che non possiamo permetterci di perdere facendoli andare via. Su Catania per fortuna abbiamo questa, grande azienda, questo grande player che ovviamente può dare delle risposte al nostro tessuto produttivo che sono i giovani».

Scollo aggiunge: «Lo dicono i sindacati, lo dice il governo, lo dicono le imprese. I semiconduttori sono essenziali in un Paese che guarda all'industria da qui in avanti. Abbiamo le competenze, abbiamo anche l'opportunità degli investimenti, ma questi vanno supportati non solo da politiche industriali, ma anche da tutte quelle infrastrutture che servono a far andare avanti quell'investimento. Il sindaco al ministero ha garantito che quell'accordo arriverà e che quindi quell'approvvigionamento idrico. Noi possiamo anche fidarci delle parole ma fino a quando non vedremo una firma in un accordo che ci garantisca l'approvvigionamento idrico, è chiaro che per noi tutto è messo può può può rischiare di saltare». Scollo infine fa un quadro più ampio del sistema industriale etneo: «Oltre a STM, abbiamo un settore in controtendenza ovvero quello siderurgico. Catania, per assurdo, ha un aumento dei volumi produttivi in un settore che invece ha difficoltà. Ma c’è anche lì una carenza di infrastrutture, a partire per esempio dal costo dell'energia. Bisogna aprire una discussione per mettere nelle condizioni di garantire quelle produzioni nel nostro territorio».