L'anniversario
Confindustria celebra il suo primo secolo a Catania. La presidente Busi: «Non solo un numero»
Al Conservatorio Bellini ospiti anche il ministro Urso e il presidente regionale Schifani. Il sindaco Trantino: «Siamo un punto di riferimento nel Mediterraneo»
"Made in Confindustria Catania": questo il titolo scelto dall'associazione degli industriali etnei per celebrare il suo primo secolo di vita. Un grande evento al Conservatorio "Vincenzo Bellini" che riunisce rappresentanti di imprese, istituzioni, mondo accademico e non solo. E per la padrona di casa, Cristina Busi, da due anni alla guida di Confindustria Catania, questo anniversario ha un significato che va oltre il mero dato numerico. «Cento anni non sono un numero - afferma - Sono il lavoro, le intuizioni, le scommesse di chi è venuto prima di noi e ha costruito qualcosa che è durato. Arrivare a questo traguardo come donna e come imprenditrice è per me motivo di orgoglio, ma soprattutto di responsabilità, verso chi ha segnato il cammino e verso chi lo continuerà, con la stessa determinazione, in un mondo che cambia più velocemente di quanto non sia mai cambiato».
Busi è la prima donna alla guida di Confindustria, e sul palco nel corso della mattinata si alterneranno sia i rappresentanti istituzionali - come il ministro per le Imprese ed il Made in Italy, Adolfo Urso, il presidente della Regione siciliana Renato Schifani, ma anche il rettore dell'Università degli Studi di Catania Enrico Foti e il presidente del Conservatorio Carmelo Galati - e naturalmente il sindaco di Catania Enrico Trantino che, ai margini dell'incontro, dichiara: «Sono cento anni che coincidono con un momento di grande vigore dell'industria catanese. Sempre più imprese si vogliono insediare qui, e io mi concentro sulle cose che più impegnano la mia amministrazione, come i lavori alla zona industriale per farci trovare pronti a questa attenzione internazionale. Domani inizieranno i lavori di scarificazione». Poi dal palco ha aggiunto: «Non bisogna piangersi addosso. Quel che è successo nel mondo negli ultimi mesi ci pone come approdo sicuro nel Mediterraneo, abbiamo un mondo dell'innovazione che sta facendo tanto. Quando questo diventa motivo di forza nel nostro territorio dobbiamo cercare di capire come lavorare tutti insieme».
Previsto anche il racconto di chi guida alcune delle imprese più longeve del territorio: Giuseppe Basile per Caffè Torrisi, Antonello Biriaco per Biriaco 1895 - Navimec, Domenico Bonaccorsi per Acque di Casalotto, Maria Cristina Busi Ferruzzi per Sibat Tomarchio e Santi Finocchiaro per Dolfin. «Le imprese storiche esistono ancora - sottolina Busi - diamo onore a quei pionieri, una storia di cui anche io faccio parte perchè una di quelle aziende storiche con 102 anni l'ho acquistata», dice in riferimento alla Sibat Tomarchio.