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“Ildegarda”, la monaca che sfida il compromesso: a Catania uno spettacolo-rituale tra visioni, ferite e rinascita

Dal 8 al 10 gennaio negli spazi di Piazza Scammacca la figura della Santa di Bingen diventa teatro e rivelazione: un viaggio mistico e contemporaneo firmato Sebastiano Mancuso, tra parola, corpo e immagini, che trasforma il pubblico in testimone più che spettatore

Redazione La Sicilia

06 Gennaio 2026, 18:02

Dal 8 al 10 gennaio la sala di Piazza Scammacca, nel cuore di Catania, ospita Ildegarda, spettacolo prodotto da Lumina, scritto e diretto da Sebastiano Mancuso. In scena Alice Ferlito nel ruolo di Santa Ildegarda di Bingen e Cosimo Coltraro in quello del monaco Volmar, con l'architettura visiva firmata da Gabriella Trovato. La drammaturgia delle luci è di Simone Raimondo, assistente alla regia Dania Lentini.

Mancuso definisce il lavoro «un atto di necessità», precisando che non si tratta di una semplice biografia ma di un viaggio interiore composto da parola, corpo e immagini, «in cui la scena diventa luogo di rivelazione». Al centro, la complessa figura di Ildegarda di Bingen, monaca benedettina, profetessa, pioniera della medicina olistica, compositrice, linguista, artista e filosofa mistica, proclamata Dottore della Chiesa da Benedetto XVI. Dalle sue visioni, trascritte dal fidato Volmar, nacquero testi di straordinaria profondità, in cui si indaga il rapporto tra essere umano e creazione, tra ascolto e visione, tra morte e rinascita.

«Ho incontrato Ildegarda non nei libri ma nella ferita dentro di me – racconta Mancuso – e non è venuta a parlarmi di fede, ma a chiedermi verità, quella che ti smonta, ti pone davanti a te stesso, ti costringe a scegliere: o vivi intero, o continui a sopravvivere a metà». E ancora: «È una donna che ha bruciato il compromesso, che non ha addomesticato lo Spirito con il linguaggio, che ha osato dire ciò che vedeva, anche quando faceva paura, quando era proibito. Ecco perché questa nostra rappresentazione non chiede consenso, ma presenza. Non vuole applausi: vuole varchi. Non cerca pubblico: cerca testimoni».

Per Alice Ferlito, interpretare Ildegarda è stato «una vera scoperta, un incontro di anime, una sorta di cammino. Per noi che lo rappresentiamo e per chi lo verrà a vedere. Sarà un momento di grande introspezione: più che a uno spettacolo, assisterete a un rituale». Anche Cosimo Coltraro sottolinea la portata personale dell'esperienza: «Per la prima volta, come attore, sono fuori dalla mia comfort-zone. E come uomo sto affrontando un testo mistico che consideravo lontano dal mio modo di essere. Eppure, mi sento di consigliare a tutti questo spettacolo».

«Ildegarda» andrà in scena giovedì 8 gennaio alle 20.00, venerdì 9 alle 17.30 e sabato 10 alle 17.00 all'interno di un'antica sacrestia negli spazi di Piazza Scammacca, luogo che – ricorda l'associazione culturale Lumina – «accoglie e protegge la ricerca teatrale contemporanea». La produzione consiglia di prenotare o acquistare i biglietti online collegandosi a questo link