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Per terra al pronto soccorso di Acireale, l'Asp di Catania: «Ecco perché»

I vertici dell'Azienda atnea hanno spiegato la vicenda di un paziente ripreso mentre dormiva in un giaciglio. Un video che ha fatto il giro del web

Hanno fatto scalpore le immagini diffuse dai media di un "uomo sdraiato su un giaciglio di fortuna" al Pronto soccorso dell’Ospedale di Acireale. Il direttore generale dell’Asp di Catania, Giuseppe Giammanco, ha disposto l'immediata verifica dell’accaduto e ha spiegato: "E' una storia di fragilità simile a molte altre che si vedono in un ospedale. Agli operatori va riconosciuto il merito di avere prestato le cure dovute utilizzando l’approccio più adeguato".

La direzione medica di Presidio ha sentito gli operatori del Pronto soccorso e ha acquisito la documentazione clinica. "L'uomo ritratto nel video - spiega Alfio Cristaudo, direttore medico dell’ospedale acese - è un paziente del quale conosciamo la storia clinica perché ha fatto accesso altre volte in ospedale".

Nella notte del 2 giugno - ricostruisce l’Asp - il paziente è giunto al Pronto soccorso, con mezzo del 118, in codice verde-poco critico, per ulcere torpide agli arti inferiori. Gli è stato proposto il ricovero, ma ha rifiutato sia le medicazioni che il ricovero. Nella mattina del 3 giugno è tornato al Pronto soccorso, sempre con un mezzo del 118, in codice verde-poco critico.

Sono stati effettuati gli esami previsti dalle procedure e sono state richieste le necessarie consulenze specialistiche. Il paziente, nel corso del ricovero al Pronto soccorso, si è rifiutato, "anche in modo aggressivo", di adagiarsi in barella, preferendo una sedia rotelle. Nel pomeriggio del 3 giugno ha finalmente accettato di stendersi sulla barella, ma nella notte l’ha abbandonata, "allontanandosi di soppiatto verso una zona esterna all’area di ricovero e, eludendo la sorveglianza degli operatori, si è coricato a terra".

Gli operatori - fanno sapere dall’Asp - per tutta la notte, in un continuo andirivieni, lo hanno ricondotto nella zona di ricovero e lo hanno invitato a rimettersi sulla barella, ma senza esiti. Nel turno notturno del 3 giugno erano in servizio 2 medici, 3 infermieri e 3 ausiliari della ditta Pfe. Nelle prime ore della mattina del 4 giugno, dopo ripetute insistenze da parte del personale sanitario, il paziente ha infine accettato di farsi medicare le ulcere trofiche, evidenti nel video, preferendo tuttavia rimanere sempre seduto sulla sedia a rotelle".

Gli è stata somministrata l’appropriata terapia medica e nel pomeriggio, dopo diversi tentativi di ricovero nell’Unità operativa di Medicina, ha formalizzato le sue dimissioni volontarie. Al paziente è stata fornita tutta la documentazione necessaria, con indicazione a recarsi presso il proprio medico curante.

"Spesso storie analoghe vengono segnalate dai cittadini stessi agli operatori, ma non con un video postato su Facebook o recapitato a una redazione, bensì come atto di alto senso civico e di solidarietà verso chi è più fragile, consentendo così tempestivi interventi", conclude la nota dell’Asp.

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  • Urologo

    06 Giugno 2018 - 18:06

    Sono rammaricato nel vedere la sanità siciliana allo sfacelo una persona con ulcere agli arti inferiori infette sdraiato per terra con il rischio di infezioni gravi. Credo che queste cose non si verificano neanche nel Burundi. Ma dove vanno i milioni di euri usati per finanziare la sanità siciliana. Non capisco perche ci sono delle sanità virtuose come ad esempio veneto o lombardia che con una spesa notevolmente minorexa quella siciliana riescono a dare una risposta valida ai bisogni dei cittadini. In Sicilia continuano i viaggi della speranza per curarsi al nord e si acquistano macchinari inutili come il robot senza avere neanche i letti per permettere una degenza dignitosa.

    Rispondi

  • Urologo

    06 Giugno 2018 - 18:06

    Sono rammaricato nel vedere la sanità siciliana allo sfacelo una persona con ulcere agli arti inferiori infette sdraiato per terra con il rischio di infezioni gravi. Credo che queste cose non si verificano neanche nel Burundi. Ma dove vanno i milioni di euri usati per finanziare la sanità siciliana. Non capisco perche ci sono delle sanità virtuose come ad esempio veneto o lombardia che con una spesa notevolmente minorexa quella siciliana riescono a dare una risposta valida ai bisogni dei cittadini. In Sicilia continuano i viaggi della speranza per curarsi al nord e si acquistano macchinari inutili come il robot senza avere neanche i letti per permettere una degenza dignitosa.

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