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Zona industriale di Catania, quelle strade trappola

Talmente pericolosa da essere stata transennata e segnalata con i cartelli stradali che indicano agli automobilisti di procedere con estrema cautela perché piena di voragini. Nell'Ottava Strada della zona industriale di Catania l'asfalto sembra una vecchia coperta piena di toppe con le macchine che rischiano di fare una brutta fine.

Un caso isolato? Assolutamente no perché in queste condizioni ci sono molte altre arterie di un’area vasta come una città di medie dimensioni. Un sito che conta centinaia di imprese e stabilimenti e che deve “sopravvivere” tra cronica mancanza di interventi strutturali e tanto degrado. Non solo, con la terribile ondata di maltempo delle ultime settimane la situazione non ha fatto altro che peggiorare ulteriormente.

“Con le arterie trasformate in percorsi di guerra l' incidente stradale è sempre dietro l’angolo. Figuriamoci poi la sera con intere strade quasi praticamente al buio e gli automobilisti costretti a procedere a passo d’uomo”. A parlare è Ubaldo San Giorgi, l'ultima vittima dell'ennesima buca nella zona industriale. “ I primi di novembre transitavo lungo l'Ottava Strada per raggiungere la Tangenziale di Catania. La pioggia aveva reso la strada quasi impraticabile e, nel tentativo di evitare una buca, sono finito in una voragine che ha gravemente danneggiato l'auto. Ho avuto assistenza da parte di militari e polizia municipale e oggi posso reputarmi fortunato perché, a parte i danni a copertoni e sospensioni, non ho riportato nessun tipo di ferita”.

Durante il ventennio fascista fino al dopoguerra, la zona industriale del capoluogo etneo fu oggetto di grandi opere di bonifica per ottenere campi fertili da destinare alle coltivazioni. Fino agli anni ’50 restò per larghi tratti soltanto una palude a causa delle continue inondazioni del Simeto. Qui era impossibile viverci per paura del pericolo malaria. Poi la svolta con l’insediamento dei grandi complessi industriali e l’inizio dell’urbanizzazione, fino alla creazione dell’Etna Valley negli anni ‘90. Adesso i marciapiedi sono inservibili (perché trasformati dalle erbacce in una giungla impenetrabile) e le strade, tra buche e corsie ristrette, continuano ad essere una seria minaccia per copertoni e sospensioni di auto e mezzi pesanti.

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