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Pronto soccorso al Policlinico, ma via Santa Sofia così non va

Due studenti camminano sul marciapiede evitando cartelli che indicano lavori in corso e nastro di pericolo. Per chi dalla circonvallazione voglia raggiungere il nuovo pronto soccorso, passando da via Santa Sofia, si ritrova, nel tratto iniziale,con una corsia chiusa. Pochi passi e ci si ritrova all’interno di quello che ormai si è trasformato, a tutti gli effetti, in un percorso di guerra. Pavimentazione distrutta e buche sono un pericolo per i tanti pendolari e abitanti della zona: un attimo di distrazione e si rischia di cadere. Gli studenti continuano a camminare superando anche i new jersey. Poco distante stessa “scena” con due anziane che camminano tenendo lo sguardo rivolto verso il pavimento. Si muovono con molta attenzione, poi sono costrette a fermarsi: troppo pericoloso continuare sul marciapiede. E’ più sicuro spostarsi in strada per raggiungere l’ospedale.

«La situazione è allarmante- racconta Stefania Ternullo studentessa di Farmacia - ogni mattina la zona è in preda al caos. La viabilità va completamente in tilt. Anche stamattina, soprattutto sulla circonvallazione, si sono formate code chilometriche. Non solo, lungo tutta la strada, tra marciapiedi colabrodo, strisce pedonali semicancellate, buche e transenne è più sicuro per noi camminare ai bordi della carreggiata».

Stesso scenario si ripete nella parte nord di via Santa Sofia. Davanti alla rotonda nei pressi di via Zenone i residenti della zona devono fare i conti pure con le auto parcheggiate perfino sopra lo spartitraffico.

«Molto spesso non riusciamo nemmeno ad entrare in casa perché qualche maleducato parcheggia proprio davanti al cancello d’ingresso». A parlare è Roberto Donato che ribadisce come «qui la normalità, tra Dipartimento di Agricoltura e Policlinico, è il parcheggio selvaggio. Nessuno ovviamente è contrario alla presenza del Pronto Soccorso- ci mancherebbe- ma in via Santa Sofia occorre una linea dura, da parte della polizia municipale, per garantire una migliore vivibilità e il rispetto dei divieti».

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