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"Corsa Nostra", il rifiuto del fantino «che ha fatto perdere tutta Palermo»

Da una conversazione intercettata tra due degli arresti del blitz dei carabinieri all'ippodromo di Palermo, emerge che Vito Cusimano non si era voluto far corrompere

PALERMO - «Lo hai visto cosa mi ha combinato Cusimano? L’unico che non si è voluto mettere a disposizione? Bravo! l’unico che non si è voluto calare è lui. L’unico, ora vedi gli dici che porta i soldi perché lo ammazzo». E’ la conversazione tra il boss Sergio Napolitano e Giovanni Ferrante, entrambi arrestati oggi, che commentano, non sapendo di essere intercettati dai carabinieri, il rifiuto del fantino Vito Cusimano di truccare una corsa di cavalli. Il dialogo è riportato agli atti dell’indagine che ha svelato gli interessi di Cosa nostra sull'ippodromo di Palermo.


«Ha fatto perdere tutta Palermo», commenta Napolitano facendo intendere che a essere danneggiati dalla ribellione del fantino sono tutte le «famiglie» della città. «Questo ragazzo è cornuto, ma da sempre è stato cosi ... è questo del labbro leporino, questo? E’ quello che ha il labbro leporino», prosegue. «E' un gran cafone questo ragazzino....(incomprensibile)... lo ammazza ...incorno... sicuro questa sera succede gualche cosa».

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