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Catania, flashmob dei lavoratori del Teatro Bellini: «Sarà una città senza cultura»

Di Redazione
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Catania - Flashmob dei lavoratori del Teatro Massimo Bellini stamattina dinnanzi al Teatro Sangiorgi, per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla grave crisi dell’ente e sulle conseguenze che potrebbero derivarne se dalla regione non arriveranno le risorse per coprire la stagione. «Sarà - annunciano gli organizzatori - la prima di una lunga serie di manifestazioni a sostegno del teatro Bellini. Una città senza teatro e senza musica è una città senza cultura...».


Intanto sulla delicata vicenda del Bellini è intervenuta la deputata del Movimento Cinquestelle, Simona Suriano, annunciando la presentazione di una interrogazione parlamentare e chiedendo l’interessamento del ministro dei Beni culturali per superare la delicata situazione di uno degli enti più rappresentativi della Sicilia e soprattutto dell’area orientale. «L’ennesimo colpo inferto al cuore della città di Catania - afferma Suriano - sarebbe la chiusura del Teatro Massimo Bellini. Non possiamo permetterlo. La paralisi che sta condizionando un ente che dovrebbe essere il fiore all’occhiello della città e dell’intera Sicilia, per storia e tradizione, è inaccettabile. I lavoratori, dopo mesi di attesa e di promesse, vivono in un’eterna precarietà aspettando i fondi promessi dal governo regionale e che si sarebbero impatanati all’Ars».


«Una vera e propria mortificazione di uno dei simboli della cultura cittadina - prosegue la deputata - che grida allo scandalo. Il gruppo del M5S all’Ars ha da tempo avviato una battaglia per riconoscere sostegno e rispetto all’unico teatro regionale esistente ma oltre le parole, da parte del governo Musumeci, non sono mai arrivati i fatti. Così ho predisposto una interrogazione sulla vicenda del Bellini e con l’ausilio del presidente della Commissione Cultura alla Camera, Gallo, e del deputato del M5S, Nitti, che è un esperto del settore, porteremo il tema all’ordine del giorno dei lavori della commissione. Ho avuto modo, come già avvenuto in passato, di sentire i lavoratori giustamente delusi e amareggiati. Non possiamo giocare con il futuro delle famiglie né con l’istituzione culturale di Catania: andremo sino in fondo».

VIDEO DI MARIA ELENA QUAIOTTI

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