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Effetto coronavirus a Catania: code soltanto al supermercato

Di Redazione
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CATANIA - File davanti ai bancomat, ai supermercati e nelle farmacie. Tutto in rapida sequenza come in un film. Catania, e il resto della Sicilia, si risveglia zona protetta nell'emergenza Coronavirus e si cerca di correre ai ripari. Niente scene di crisi o di isteria collettiva ma solo qualche inevitabile disagio nell'adattarsi al nuovo stile di vita: si entra uno alla volta e ci si mantiene ad un metro di distanza dal bancone del bar a quello del panificio o della salumeria. Le strade,intanto, restano quasi completamente deserte: da piazza Roma fino a piazza Europa, alle 10 di mattina, si impiegano appena una decina di minuti. Un mese fa, alla stessa ora, tutto questo sarebbe stato impensabile.

“Si vive in un'atmosfera spettrale che quasi mette i brividi- spiega Ludovico Cosentino- 2-3 mesi fa questi scenari li vedevamo solo alla televisione quando di parlava dell'emergenza in Cina. Adesso siamo in piena zona rossa. Come mi comporto? Quando devo uscire indosso sempre guanti e mascherina, faccio rapidamente la spesa e poi ritorno a casa”. Fiera di piazza Carlo Alberto quasi completamente vuota. Poche bancarelle e ancor meno acquirenti. Poco distante, all'interno della chiesa di San Gaetano alle Grotte, i tre fedeli presenti pregano per la fine di tutto questo. Qualche commerciante resiste anche nella storica Pescheria. Qui le urla dei venditori lasciano spazio ad un silenzio surreale.

“Non possiamo farci assolutamente nulla- dice Carmelo Contadino- abbiamo le mascherine ed evitiamo ogni contatto fisico. L'unica certezza è che prima o poi tutto questo finirà e ritorneremo alla normalità”. Normalità che manca anche in piazza Duomo o nella vicina piazza Università con i pochi turisti presenti che scattano qualche foto e chiedono informazioni ai tre agenti della polizia municipale posizionati davanti a Palazzo degli Elefanti.

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