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Catania, viaggio nel centro storico “desertificato” dal coronavirus

Di Redazione
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CATANIA - Mezzi e uomini delle forze dell’ordine a presidio di piazza Carlo Alberto e nelle strade intorno alla Pescheria. Chiusi i due storici mercati di Catania, lo spiegamento di agenti della polizia, dei carabinieri e dei vigili urbani servono a far rispettare le nuove disposizioni del Sindaco Pogliese. Tutt’intorno sono aperti solo macellerie, salumerie e panifici. Per il resto, saracinesche abbassate e pattuglie che sorvegliano la città per multare gli eventuali furbi: controlli fatti rigorosamente con mascherina e guanti in lattice. In piazza Duomo poca gente, soprattutto anziani.

“In un modo o nell’altro dobbiamo andare avanti con la certezza che tutto questo finirà- spiega Riccardo Cosentino- per me fare la spesa in pescheria alle 8 di mattina è una tradizione che dura da oltre 12 anni. Fa un certo effetto vedere questo luogo così silenzioso ma bisogna abituarsi”.

Già, abituarsi ad aspettare il proprio turno fuori dai supermercati e davanti le farmacie. Qualcuno si ingegna con liste “fa dai te” all’ingresso ma sono soprattutto i titolari delle attività a “regolare” il traffico di fronte al proprio negozio. “E’ una forma precauzionale che non serve più di tanto - spiega Marcello Sorace, proprietario di una macelleria del centro storico - sulla vetrina abbiamo il cartello che invita la clientela ad avere pazienza e ad entrare uno o due persone alla volta. La gente comunque ha pienamente compreso l’emergenza legata al Coronavirus e non protesta assolutamente”.

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