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Coronavirus a New York, il regista Catanese Elio Sofia: «Qui situazione surreale»

Di Redazione
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Allarme Coronavirus ai massimi livelli anche negli Stati Uniti dove la situazione si complica di giorno in giorno. Qui la folta comunità italiana continua a mantenere i contatti con i propri cari nel “Belpaese”.

Tra loro anche il trentacinquenne regista, giornalista e autore catanese Elio Sofia che vive a New York da quasi un anno. «Qui, come nel resto degli Usa, la situazione è molto difficile perché ciascuno stato americano affronta l’emergenza in modo autonomo rispetto agli altri. Nella “Grande Mela” sono state chiuse le scuole, i teatri ed i musei. Chiusi anche bar e ristoranti mentre le grandi catene, come Starbucks e Mcdonald’s, fanno solo servizio a domicilio».

Restano aperti i supermercati anche se, dagli scaffali, sono spariti disinfettanti e mascherine. «Nonostante - prosegue Sofia- i rifornimenti di beni di prima necessità siano costanti si formano file davanti ai negozi e alle farmacie aperte. Il metro di distanza? Sono disposizioni lasciate al buonsenso della gente ma nulla di obbligatorio da questo punto di vista. L’unica cosa certa è il minor numero di persone in giro per le strade e un aumento di coloro che indossano le mascherine».

Secondo gli esperti a NY si prevedono almeno 45 giorni di “attesa” prima che il virus raggiunga qui il suo picco di contagio. “Parliamo di una città- continua il regista- che solo nella fascia metropolitana conta circa otto milioni di persone. Qui si rischia anche il coprifuoco visto che le previsioni dicono che serviranno migliaia e migliaia di posti letto per curare gli eventuali malati. Ecco perché tanti newyorchesi stanno iniziando una specie di quarantena preventiva».

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