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La vostra quarantena in pochi secondi: balli, sketch, cucina e poesie

Di Redazione
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La casa torna a essere rifugio e la famiglia nido. Gli amici continuano a incontrarsi, ma in chat di gruppo, mentre si cucinano vecchi e nuovi manicaretti. Aggiustamenti in corso, invece, per genitori 4.0, che in tuta o in giacca, si riscoprono ancora più multitasking, alle prese con lo smart working, le call-conference e le classroom dei figli. Spazio anche alle risate con i repost di Tik Tok e largo alle passioni di un tempo. Questo e altro avete descritto nei videomessaggi inviati al 3498818870 e da oggi visibili su lasicilia.it in un file che raggruppa alcuni frame.

Vi abbiamo chiesto di raccontare, in trenta secondi, la vostra quarantena e c’è stato persino chi, come la famiglia Rizza, ha creato set e scenografia per uno storytelling impeccabile. Papà Fabio Randone, invece, ha scritto regia e copione per il figlio Cristian, che si è cimentato nella promozione dell’hashtag #iorestoacasa. La famiglia Scandura è ricca di originalità, sbucando dalla casetta del piccolo Mario. Cosimo Campagna ha un’agenda densa di impegni, tra tintarelle in terrazza, aperitivi virtuali e lezioni di fitness. Stefania Licciardello fa la conta dei giorni di quarantena e Nino Nicolosi aspetta l’arrivo dell’estate, dando appuntamento a tutti a mare. E ancora, Attilio Clarinetto invita a dedicare tempo alla riflessione, perché quando si tornerà «al mondo di fuori, si devono lasciare andare le zavorre che impediscono di essere felici». Salvo Fusco, invece, si improvvisa ballerino con la figlia Beatrice. Non manca chi, come lo zio “Natalino”, esibisce pietanze luculliane, mentre Francesco Nicolosi fa un repost di uno sketch comico.

E poi c’è Francesco Puglisi, che recita la sua poesia “Grazie mille volte grazie”, ispirata a ciò che di positivo si può trarre da questo tempo. Quindi, «(…) grazie per averci fatto capire che senza baci e abbracci l’anima può morire. Che si può comunicare in mille modi, da vicino o da lontano, non esistono muri se lo vogliamo. Grazie per averci ridato l’aria e il suo sapore, che non può essere veleno e l’umano non può farne a meno. Grazie per averci fatto riscoprire i saluti e le canzoni cantate a squarciagola dai balconi. Grazie per averci ridato la famiglia e il suo valore, di un papà che legge una fiaba ad un figlio che lo ascolta con amore. E grazie, mille volte grazie per averci ridonato vecchi principi del passato dove il sentimento si era fermato».

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