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Quale futuro per i ristoranti? I timori di Ristoworld Italia: «Tuttò dovrà cambiare»

Di Redazione
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“Aiuti inadeguati e settore al collasso”. Non usa giri di parole il presidente nazionale di Ristoworld Italia Marcello Proietto. “Pasqua e Pasquetta per noi, di solito, è il periodo che ci ha sempre permesso di fare il punto per una previsione sulle settimane successive. Quest’anno, invece, ci troviamo a fare la conta dei danni”. Ristoranti, bar, pasticcerie, pizzerie e alberghi sono nella stessa situazione e con una perdita del comparto da circa 650 milioni di euro. “La garanzia per ripartire- continua Proietto- si deve basare su condizioni precise: servono aiuti - e non elemosine - immediati. Più tempo passa, maggiore sarà il numero di aziende che non riapriranno più”.

Sulla “task-force”, che dovrebbe indicare le linee guida per la “fase 2”, preoccupa la mancanza di componenti legati al mondo della ristorazione e agli operatori del turismo. “Bisogna cambiare molte cose rispetto al passato- è sempre il presidente nazionale di Ristoworld Italia a parlare- occorre ripensare anche alle attività ludiche e alle misure sanitarie da applicare. Operazioni che avranno un prezzo e che incideranno sul servizio e sui costi generali. Per questo il Governo deve darci linee guida chiare e ben definite”.

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