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Coronavirus, i dubbi di un ristoratore: «Il plexiglass? Sarebbe la morte della ristorazione»

Di Redazione
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Acireale (Catania) - A poche ore dall’avvio della Fase 2 restano quanto mai attuali i dubbi e le perplessità di tanti addetti ai lavori del comparto della ristorazione in Sicilia. Le ipotesi e le proposte sulle modalità per rialzare la saracinesca, e procedere a pieno regime, sono molte e qualcuna genera più di un dubbio tra gli imprenditori. “Spero che l’utilizzo del plexiglass divisorio tra i tavoli resti solo una favola perché rappresenterebbe la morte della ristorazione - spiega Michele Musumeci dell’Osteria Frammento di Acireale in provincia di Catania - molte attività, tra cui la nostra, hanno fatto una precisa scelta di avere a disposizione pochi coperti per dare maggiore attenzione al servizio, all’impiattamento e alla materia prima. Questo porta anche a non fare servizio di asporto come già fanno tante altre attività del nostro settore”. Una visione d’insieme che possa rappresentare la molla di rilancio soprattutto per la ristorazione di nicchia. “Nel nostro caso- prosegue Musumeci- ridurre il numero dei coperti non vuol dire ridurre le spese: ci sono dei costi fissi che bisogna tenere in estrema considerazione. Oggi la situazione è difficile ma rischia di diventare insostenibile quando sarà dato il via libera alla riapertura delle attività a pieno regime”.

Video di Davide Anastasi

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