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"Sotto Scacco", in piedi alla Camera per il "re" catanese dei torroncini: «Oggi, siamo tutti Condorelli»

Di Redazione
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«Sono felice che il mio gesto abbia suscitato tanta attenzione non solo nella coscienza civica , ma anche in Parlamento». Così l’imprenditore Giuseppe Condorelli sulla solidarietà ricevuta in Aula dal Pd ed espressa anche dal ministro Mara Carfagna. «Sono felice se sono indicato come un esempio da seguire perché è il messaggio forte che volevo dare con la mia denuncia, ma adesso passo la giornata a parlare con i giornalisti invece di lavorare...». «Il mio telefono è bollente - aggiunge - e non ho potuto lavorare. Dedicherò tutta la giornata a questa "missione", ma da domani mi occuperò soltanto della mia azienda. Rifarei senza esitazioni quello che ho fatto - sottolinea - ma non mi aspettavo una così vasta eco sui media. Da domani soltanto lavoro». 

«Bisogna dire grazie - ha affermato il ministro per il Sud e la Coesione territoriale Mara Carfagna - agli imprenditori intelligenti e coraggiosi come Giuseppe Condorelli, capaci di denunciare e di non sottomettersi. Condorelli spiega la sua decisione con gli obblighi anche sociali che ha l’impresa e invita ad avere fiducia nelle istituzioni: è un messaggio civile importante e un esempio che merita la massima diffusione».

«Oggi siamo tutti Condorelli», ha detto nell’Aula della Camera Walter Verini del Pd mentre, con tutti i suoi colleghi, mostrava dei torroncini prodotti dall’azienda siciliana di Condorelli, che «ha denunciato la mafia che gli chiedeva il pizzo». «Dobbiamo rendere omaggio a questo imprenditore. Le mafie si sconfiggono con l’impegno delle forze dell’ordine e delle Istituzioni ma anche della società. Insieme l’Italia ce la può fare».

E anche il procuratore capo di Catania Carmelo Zuccaro ha parole di compiacimento per il gesto di Condorelli: «Giuseppe Condorelli è una persona coerente con quello che ha fatto, è un esempio che aiuta», che «va nella direzione da noi auspicata da tempo» e «spero che tanti facciano come lui».  «Senza la collaborazione delle vittime - sottolinea il magistrato che ha coordinato l’inchiesta della Dda - abbiamo dei limiti oggettivi nell’indagare e non si riesce a scardinare il fenomeno. Quello di Condorelli è un esempio da seguire». «Se sono ottimista? Lo devo essere per professione - osserva il procuratore Zuccaro - ci sono luci ed ombre. Il futuro dipende dalla cultura e dalla conoscenza di ciascuno di noi, e sotto questo punto di vista siamo ancora indietro. Esempi del genere aiutano, ma la differenza la fa la cultura».

«La determinazione e la coscienza civile dimostrate dal cavaliere Giuseppe Condorelli sono un'ulteriore eccellenza siciliana, un altro esempio di come, con volontà e coraggio, le cose possano davvero cambiare in quest'Isola. Il governo regionale è al suo fianco e accanto a tutti gli imprenditori nel combattere l'odioso fenomeno delle estorsioni», è quanto invece afferma il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci. «Non piegarsi agli estorsori - aggiunge Musumeci - è l'unica via per sottrarre la nostra economia al giogo mafioso e dare un futuro ai nostri giovani. Come il cavaliere Condorelli, sono tanti quelli che si ribellano al racket, confidando nella presenza dello Stato, delle istituzioni e delle forze dell'ordine che, oggi più che mai, offrono un aiuto concreto a chi dice no al "pizzo". È questa la strada da seguire per dimostrare che la nostra Sicilia non è irredimibile e che le mafie, piccole e grandi, non riusciranno a prevaricare i diritti dei siciliani  onesti».

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