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La storia

Il lungo viaggio da Varsavia per vedere da vicino Sant'Agata. «Qui una festa unica al mondo»

Bozena Kachel è tornata a Catania dopo 23 anni dalla Polonia. E definisce le celebrazioni etnee meglio «di Lourdes e Fatima»

04 Febbraio 2026, 05:44

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Ha percorso oltre duemila chilometri per essere a Catania in tempo per la Festa di Sant’Agata. Parliamo di Bozena Kachel, che da Varsavia, capitale della Polonia è tornata in Sicilia «nel posto dove ho studiato e vissuto, ormai molti anni fa». E il lungo viaggio ha un solo obiettivo: mostrare al suo nuovo marito le celebrazioni per la martire etnea che sono «uniche al mondo».

Non è una frase di circostanza, assicura Kachel: «Ho viaggiato tanto negli anni, e ultimamente con mio marito abbiamo fatto diversi pellegrinaggi. L'anno scorso - racconta - siamo stati in Spagna, poi in Francia, a Lourdes, poi l’anno precedente anche in Portogallo dove c'è la festa a Fatima. Sono feste dove partecipa tantissima gente. Ma è a Catania che si accumulano più persone rispetto ad altre festività religiose».

Bozena Kachel attende pazientemente in piazza Duomo che esca da Palazzo degli Elefanti la Carrozza del Senato, uno dei momenti per lei «imperdibili» della festa. «Ho vissuto a Catania per 23 anni, ho prima studiato Lingue e letterature straniere qui all’Università e poi ho iniziato l’attività di interprete, lavorando per lungo tempo al consolato polacco», racconta. La festa, e la città, le conosce quindi molto bene. E per questo, dovendo scegliere un momento più significativo dei tre giorni di celebrazioni non sceglie né la salita di Sangiuliano e nemmeno gli spettacolari fuochi pirotecnici delle varie serate, come quelli di ieri in piazza Duomo. «Il momento più significativo è certamente la Festa dell’Aurora», risponde sicura.

Come avvenuto in questi anni, Bozena Kachel e il marito vivranno quindi questi giorni non tanto da turisti, quanto da pellegrini. «Cercheremo di seguire il giro della processione per tutti questi tre giorni». Dal lungo giro esterno di oggi, a partire proprio dalla messa all’alba in piazza Duomo, fino al giro “interno” lungo via Etnea. Compresi i momenti salienti, come la salita dei Cappuccini e il rientro di giorno 6 mattina. «Siamo qui perché vogliamo vedere il più possibile», assicura. Una non-stop da veri appassionati della Festa li attende, quindi. «Almeno finché non ci stanchiamo troppo».