13 gennaio 2026 - Aggiornato alle 19:30
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venti di guerra

Tensione alle stelle nel Mar Nero: un drone russo colpisce mercantile con bandiera di San Marino diretto in Italia

Due navi civili prese di mira la sera del 12 gennaio vicino a Chornomorsk: un ferito lieve, danni circoscritti. La “Blue Bead” trasporta 27mila tonnellate di mais verso Ravenna. Kiev: “Attacco deliberato alla navigazione civile”

Fabio Russello

13 Gennaio 2026, 16:27

La sagoma di una general cargo che scivola a luci spente fuori dal porto, il 12 gennaio 2026, un’ora qualsiasi di una guerra che ha trasformato il Mar Nero in una scacchiera di rischi. Poi l’impatto: un drone si avvicina, un lampo sul lato sinistro dello scafo, fumo, concitazione. A bordo della “Blue Bead”, una nave mercantile con bandiera di San Marino, un marittimo si ferisce a una mano durante le manovre di emergenza; l’equipaggio contiene i danni, la nave riprende rotta, si allontana dalla zona di pericolo e continua il viaggio. Pochi minuti prima o dopo — le cronache non lo precisano — un secondo velivolo senza pilota colpisce una petroliera con bandiera panamense, in attesa di caricare olio vegetale. È il nuovo capitolo della guerra alla logistica ucraina, combattuta col ferro dei droni e la vulnerabilità della navigazione civile.

Che cosa è successo, e dove

Stando alle autorità ucraine e alle comunicazioni del Registro Navale di San Marino, nella serata di domenica 12 gennaio un attacco con droni russi ha colpito due navi civili nei pressi del porto di Chornomorsk, uno dei tre scali del cluster di Odesa. La prima, una petroliera panamense in rada per l’imbarco di olio vegetale, ha riportato un incendio a bordo e un membro dell’equipaggio ferito; la seconda, la general cargo “Blue Bead”, è stata raggiunta da un ordigno mentre lasciava l’area portuale, ma ha potuto proseguire. Lo ha comunicato il vicepremier ucraino per la Ricostruzione, Oleksii Kuleba, in un post rilanciato da più testate internazionali, e lo ha confermato il capo dell’Amministrazione militare dell’Oblast di Odesa, Oleh (Oleg) Kiper, chiarendo che gli eventi sono avvenuti nell’area di Chornomorsk.

Secondo la nota del San Marino Ship Register, la “Blue Bead” stava “lasciando il corridoio portuale a luci spente” — una misura di precauzione adottata su indicazione delle autorità ucraine — quando è stata colpita sul lato sinistro in prossimità di una scialuppa. A bordo 22 marittimi e 27.000 tonnellate di mais destinate al porto di Ravenna. Un membro dell’equipaggio ha riportato un lieve infortunio alla mano, senza necessità di ricovero; i danni all’unità sono stati valutati come “assenti o non significativi” nelle prime comunicazioni ufficiali.

La rotta e il carico: il mais per l’Emilia-Romagna

La “Blue Bead”, classificata come general cargo, trasporta un carico di 27.000 tonnellate di mais con destinazione Ravenna, scalo che negli ultimi anni si è confermato porta d’ingresso primaria per l’agroalimentare e le rinfuse secche in Italia. Il porto di Ravenna ha chiuso il 2025 con un record storico: oltre 28 milioni di tonnellate movimentate, +10% rispetto al 2024, con un contributo rilevante proprio dai flussi agroalimentari. In questo quadro, il carico proveniente dal Mar Nero non è una voce marginale: sostiene filiere mangimistiche e agroindustriali del Nord Italia, in un momento in cui la volatilità logistica globale risente ancora delle tensioni sul grano ucraino e delle rotte alterate nel Mediterraneo.

Il racconto delle autorità e le prime verifiche

Nel suo messaggio, Oleksii Kuleba ha parlato di “ulteriore prova” della volontà russa di prendere di mira “navi civili, commercio internazionale e sicurezza marittima”. La ricostruzione è stata ripresa da Reuters e da numerose testate internazionali, che indicano Chornomorsk come area dell’attacco e confermano la bandiera panamense della petroliera e quella di San Marino per la Blue Bead. Oleh Kiper ha precisato che il drone ha colpito la sovrastruttura della petroliera in attesa d’ormeggio, mentre il secondo ordigno ha raggiunto la general cargo in uscita: nel primo caso si è parlato di incendio a bordo, nel secondo di un focolaio rapidamente domato.

La versione del Registro Navale di San Marino aggiunge alcuni elementi operativi: la navigazione “a luci spente” nell’ultimo tratto del corridoio portuale e gli impatti minori sul lato sinistro, vicino a un mezzo di salvataggio. Non risultano al momento dichiarazioni pubbliche del proprietario o del gestore commerciale della nave oltre a quanto trasmesso al Registro; la “Company di nazionalità greca” citata nelle note non è stata identificata ufficialmente nelle fonti aperte. È verosimile che ulteriori dettagli emergano con le ispezioni in banchina e l’analisi tecnica dei danni.

Luci spente e rotte blindate: perché

L’indicazione di viaggiare “a luci spente” nell’ultimo miglio non è insolita in teatri ad alta minaccia. Ridurre la visibilità ottica e l’illuminazione di bordo può abbassare la probabilità di acquisizione visiva da parte di UAV a bassa quota o di operatori a terra. Resta tuttavia una misura parziale: sensori IR, tracciamenti AIS (se attivi), spotter e scie termiche dei motori rendono la mitigazione incompleta. In Ucraina, il mix di contromisure include orari di finestra per gli imbarchi, scaglionamento delle uscite, interdizioni temporanee, e — quando possibile — coperture di difesa aerea sugli asset sensibili. Le fonti ucraine sottolineano che, nonostante gli attacchi, i porti “continuano a operare” e a garantire gli impegni verso l’estero.

Le reazioni e il quadro militare

Gli attacchi del 12 gennaio si inseriscono in un pattern più ampio di escalation che, tra missili e UAV, ha colpito nella stessa finestra temporale anche Kyiv, Kharkiv e Odesa. Al Consiglio di Sicurezza ONU, Stati Uniti e Regno Unito hanno denunciato l’uso russo di vettori a lunga gittata e la crescita del rischio per i civili. Nel dossier rientra anche la dimensione marittima: il targeting di navi straniere — nel caso specifico Panama e San Marino — è percepito come un messaggio alla shipping community internazionale che continua a servire i porti ucraini.

Che cosa sappiamo della “Blue Bead”

La Blue Bead battente bandiera di San Marino è un mercantile che ha un equipaggio di 22 persone e che trasportava un carico con 27 mila tonnellate di mais. Era partita da Chornomorsk, con destinazione Ravenna. L'impatto si è verificato sul lato sinistro, lieve infortunio a una mano per un marittimo, nessuna ospedalizzazione, nave in navigazione dopo l’evento.

Per ora non sono stati diffusi dati tecnici più dettagliati su IMO, cantieristica o proprietà commerciale dell’unità nelle comunicazioni ufficiali rese note alla stampa italiana; diverse agenzie internazionali hanno preferito riferirsi alle navi coinvolte indicando la sola bandiera e la natura del carico.