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La Francia ferma la petroliera russa nel cuore del Mediterraneo: è sospettata di far parte della flotta ombra (ed è una bomba ecologica)

Intercettazione spettacolare in alto mare, supporto britannico e sospetto di “falsa bandiera” delle Comore: cosa sappiamo, perché conta, quali scenari si aprono ora

Redazione La Sicilia

23 Gennaio 2026, 19:22

Sul ponte di una nave lunga come un grattacielo atterra un elicottero. Una squadra di fucilieri di marina francese scivola a bordo da una fune. Il nome sulla murata, innocuo e ironico, suona come uno scherzo: “Grinch”. Ma per i francesi è tutto fuorché un gioco: quella petroliera, partita dal porto artico di Murmansk, è sospettata di far parte della “flotta ombra” che trasporta greggio russo eludendo sanzioni e controlli. L’abbordaggio, condotto in acque internazionali del Mediterraneo occidentale tra Spagna e Marocco, è scattato il 22 gennaio 2026 e, dettaglio non secondario, con il supporto informativo e di pattugliamento del Regno Unito. L’obiettivo: fermare una catena logistica che aggira i divieti, spesso nascondendosi dietro bandiere di comodo e registri opachi.

L’operazione: elicotteri, commandos e una rotta tracciata fino a Murmansk

Secondo le autorità marittime francesi e fonti ufficiali, la “Grinch” è stata intercettata a ovest di Almería, dopo aver percorso migliaia di chilometri dal Circolo Polare Artico. L’abbordaggio è avvenuto dall’aria, con elicotteri NH90 e Panther che hanno imbarcato i commandos su un bastimento sospettato di violazioni documentali e di un’irregolarità cruciale: il pavillon esibito, Comore, non sarebbe stato valido. L’unità è stata poi scortata a un punto d’ancoraggio per ulteriori verifiche. Emmanuel Macron ha rivendicato l’azione come applicazione del diritto internazionale e delle sanzioni, diffondendo immagini dell’elicottero in hovering sopra la nave.

Al fianco di Parigi, Londra: il tracciamento della petroliera attraverso lo Stretto di Gibilterra è stato assicurato, tra gli altri, dal pattugliatore HMS Dagger, mentre intelligence britannica e mezzi aerei hanno fornito copertura e allerta precoce. Una cooperazione che conferma l’evoluzione della lotta alle violazioni marittime: non solo sanzioni finanziarie, ma anche interdizioni fisiche in mare aperto contro navi sospette.

La “falsa bandiera” delle Comore: quando una nave è di fatto “senza Stato”

Il cuore giuridico del caso è la presunta “falsa bandiera”. Le autorità francesi affermano che i documenti di bordo hanno confermato “dubbi” sulla regolarità del vessillo e che, secondo le verifiche, l’unità non era legittimamente registrata alle Comore. In termini di diritto del mare, ciò fa della petroliera una nave apolide e le navi da guerra possono salire a bordo di una nave sospettata di essere senza nazionalità per effettuare controlli. È il passaggio chiave che ha reso possibile l’abbordaggio in alto mare.

Il ricorso a bandiere di comodo — o peggio, a registrazioni fraudolente — è uno strumento ricorrente nella flotta ombra: consente di occultare proprietà, assicurazioni e responsabilità operative, riducendo la capacità degli Stati di far valere sanzioni, standard tecnici e norme sulla sicurezza.

Chi c’è a bordo della “Grinch” e cosa trasporta

Le informazioni disponibili indicano una rotta dalla Federazione Russa con carico di petrolio. Fonti ufficiali citate da media internazionali riferiscono che l’equipaggio sarebbe in prevalenza indiano, un profilo non insolito nel mondo del trasporto marittimo. Le autorità francesi hanno avviato un’indagine giudiziaria per verificare possibili violazioni delle sanzioni e della normativa marittima; l’unità resta sotto controllo militare in attesa degli esiti.

Quanto alla destinazione finale, alcune ricostruzioni giornalistiche hanno ipotizzato sbocchi nel Mediterraneo orientale, incluso il rischio di trasbordi o arrivi in aree sotto sanzione. In assenza di conferme giudiziarie, si tratta di scenari da trattare con cautela; resta il dato che la nave era all’interno di un profilo di rischio tipico della flotta ombra.

Che cos’è la “flotta ombra” e perché è così difficile spezzarla

Con “flotta ombra” si indica l’insieme di petroliere — spesso vecchie, con proprietà opache e coperture assicurative non riconducibili a piazze tradizionali — che trasportano greggio russo al di fuori dei circuiti sottoposti a price cap e embarghi occidentali. Le stime variano sensibilmente: si parla di oltre 400 unità secondo alcune fonti, fino a più di 1.000 secondo altre analisi, a testimonianza della natura fluida e sfuggente del fenomeno. In ogni caso, la tendenza è in crescita dall’inizio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina nel 2022.

Un rapporto del think tank energetico CREA ha documentato che, nei primi nove mesi del 2025, oltre 100 navi collegate al commercio di petrolio russo avrebbero issato bandiere false, movimentando circa 11 milioni di tonnellate di greggio per un valore stimato di 4,7 miliardi di euro. È la fotografia di un sistema che sfrutta registri permissivi, transhipment in alto mare, manipolazioni dei sistemi AIS e continui cambi di nome e bandiera.

Perché Francia e Regno Unito alzano il livello: dal controllo finanziario all’azione in mare

L’azione contro la “Grinch” s’inserisce in una più ampia strategia occidentale: non solo verifiche bancarie e sanzioni agli armatori, ma intercettazioni e sequestri in mare quando sussistono i presupposti legali. Di recente, riferiscono fonti navali, Stati Uniti e Regno Unito hanno eseguito e sostenuto operazioni analoghe contro navi collegate al network sanzionato, segnalando un cambio di passo verso una disruption fisica delle rotte clandestine. In questo quadro si colloca il ruolo britannico nella cattura della “Grinch”, con HMS Dagger accreditata di averla scortata al varco strategico di Gibilterra.

Per Parigi, la leva del diritto internazionale è fondamentale: Macron ha ribadito la volontà di far rispettare le norme e impedire che i proventi del petrolio alimentino lo sforzo bellico russo. L’Unione Europea ha approvato più di una dozzina di pacchetti sanzionatori dal 2022, ma la flotta ombra ha consentito a Mosca di mantenere flussi significativi verso mercati extra-UE, specie Asia meridionale e Estremo Oriente, spesso a sconto. Fermare anche una sola nave, quando ci sono indizi solidi, manda un segnale e produce un effetto deterrente.

Il nodo sicurezza: navi vecchie, incidenti possibili, rischi per i Paesi costieri

La flotta ombra pone anche un problema di sicurezza marittima. Molte unità hanno età avanzata, standard di manutenzione incerti e assicurazioni con coperture limitate o difficili da escutere. Gli incidenti — sversamenti, incendi, collisioni — in acque ad alta densità di traffico come il Mediterraneo avrebbero effetti ambientali e economici pesantissimi per i Paesi rivieraschi. È uno dei motivi per cui cresce la collaborazione tra marina militare, guardie costiere, agenzie di intelligence e organismi internazionali per mappare e profilare le rotte ad alto rischio.