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L'IPOTESI

La morte di David Rossi (Mps) ricostruita dal Ris in un video: «Quell'ombra non era un passante, ma una persona convolta»

Il lavoro della Commissione parlamentare d’inchiesta-bis sulla scomparsa dell'e capo della comunicazione della banca

12 Ottobre 2026, 15:15

Ci sono 12 sequenze di "ombre" compatibili con la presenza di una o più persone nell’area cieca all’ingresso di vicolo Monte Pio, a Siena, in un tempo di circa dieci minuti - tra le 20,04 e le 20,14 - del 6 marzo 2013, quando morì l’ex capo comunicazione di Mps David Rossi precipitando dalla finestra del suo ufficio nella sede della banca. E’ quanto emerge dalle conclusioni della relazione del Ris dei Carabinieri dedicata all’analisi dei filmati di videosorveglianza e alla simulazione effettuata sul posto il 22 giugno 2026.

Secondo quanto riportato nella relazione di 74 pagine, illustrata stamani alla Commissione parlamentare d’inchiesta-bis sulla morte di Rossi, l’esame del video ha permesso di individuare "12 macro-eventi" caratterizzati da attenuazioni della luminosità sulla parete in marmo bianco in fondo al vicolo, in corrispondenza del passaggio delle automobili in via dei Rossi.

Fenomeni che, secondo l’analisi, non sarebbero riconducibili ad artefatti visivi, difetti digitali o disturbi da compressione. Ma sarebbero compatibili con l’interposizione di corpi opachi di forma antropomorfa, ossia verosimilmente persone, tra i fari dei veicoli e la parete.

La verifica sperimentale, condotta attraverso rilievi tridimensionali con laser scanner e la riproduzione delle condizioni di ripresa, ha individuato cinque possibili posizioni, indicate come stazioni A, B, C, D ed E, compatibili con la proiezione delle ombre osservate nel filmato del 2013. Un elemento rilevante riguarda la possibile visuale sul corpo di David Rossi, precipitato dalla finestra della sede di Rocca Salimbeni e rimasto a terra nel vicolo.

«La novità più dirompente di oggi è che non era un passante l’uomo del vicolo che per troppi anni è stato descritto come un eventuale turista che passava di lì e lasciava morire un moribondo. In realtà quella persona ha avuto un ruolo assolutamente attivo in questa vicenda e di fatto ha bloccato i soccorsi per oltre 20 minuti perché Rossi in quel momento era ancora vivo e poteva essere soccorso». Lo ha detto Gianluca Vinci, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di David Rossi, a margine della conferenza stampa di presentazione della relazione del Ris.

Su chi possa aver commesso «quello che riteniamo a tutti gli effetti un omicidio», Vinci ha sottolineato che «in Italia un omicidio fatto in quel modo non può essere un delitto d’impeto. Come testimoniato oggi e certificato dal Ris vi erano verosimilmente due persone a bloccare il vicolo, così come vi erano più persone all’interno dell’ufficio di Rossi quando è stato appeso. Parliamo quindi di almeno 4-5 persone coinvolte».

«Tutte queste sono modalità - ha aggiunto - che non si addicono a un omicidio fatto da conoscenti ma da organizzazioni strutturate che sono in grado di entrare all’interno di una banca, prendere una persona e bloccare un vicolo», una strada.

Sull'ipotesi che i responsabili siano riconducibili alla 'ndrangheta, Vinci ha spiegato «che di sicuro è stata una entità criminale molto organizzata. Dai nomi che sono emersi in tutta questa indagine, sono ridondanti alcuni facenti parte della criminalità organizzata della Bassa Mantovana e della Bassa Reggiana, quindi quella è la direzione chiara nella quale stiamo andando».

La perizia del Ris «conferma la testimonianza resa otto anni fa da quell'Antonio Muto, che aveva raccontato a Luca Goracci, l’avvocato della famiglia Rossi, che il vicolo era bloccato da più persone per impedirgli di raggiungere Rossi. Oggi abbiamo la certificazione che il vicolo era effettivamente bloccato e che c'erano più persone a bloccare la strada». Ha detto ancora Gianluca Vinci, a margine della conferenza stampa di presentazione della relazione del Ris. «Ricordo che quel vicolo è molto corto e la parte nascosta dalla telecamera è molto limitata - ha aggiunto - Quindi se alcune persone erano già fuori dalla strada, dentro il vicolo ma non inquadrate, hanno continuato a muoversi per oltre 10 minuti in uno spazio molto ristretto. E l’unica motivazione che potevano avere in una notte di inverno così fredda (era la sera del 6 marzo 2013, ndr) era quella di bloccare il vicolo e impedire che qualcuno si avvicinasse». Vinci ha ricordato che domani la Commissione di inchiesta ascolterà l’avvocato senese Cristiano Vecoli: «Probabilmente vide Rossi in quei giorni. Vogliamo sapere se ha qualche notizia in più sia su quando l’ha incontrato sia su cosa gli avesse detto David in quei giorni», ha spiegato Vinci.