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Italia

Gilet arancioni, l'ex gen. Pappalardo “usa” Falcone e Borsellino: è polemica

Di Redazione
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Gilet arancioni, tocca a Roma. Dopo la manifestazione di alcuni giorni fa a Milano, si replica a Piazza del Popolo con il comizio del generale dei carabinieri a riposo Antonio Pappalardo che arringa centinaia di persone da un camioncino scoperto. Come a piazza del Duomo la scorsa settimana, anche nell’appuntamento capitolino spiccano assembramenti e assenza di mascherine. 

«Ci hanno costretto a vivere nelle nostre abitazioni come reclusi, in 42 anni non ho mai visto tante forze dell’ordine in strada. A noi ci fermano i pullman per strada per non farci manifestare ma quando Mussolini ha fatto la marcia su Roma non lo ha mai fermato nessuno», ha detto durante il suo discorso l'ex generae palermitano leader dei Gilet arancioni».

«Ormai lo dicono anche i virologi che questo coronavirus è una boiata - ha poi continuato l’ex generale - e alcuni di loro hanno mandato anche una diffida a Conte», ha aggiunto.

Ma a scatenare la polemica non sono le sue affermazioni sull'inesistenza del coronavirus, quanto la foto degli eroi siciliani Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, usata da Pappalardo sul leggio della manifestazione. 

«Ho appreso che l’ex generale dei carabinieri Antonio Pappalardo, al suo comizio di oggi pomeriggio in Piazza del Popolo, a Roma, ha parlato con davanti un leggio a cui era stata fissata una celebre foto di mio fratello, Giovanni Falcone, e di Paolo Borsellino. Trovo intollerabile questo uso strumentale dell’immagine di due magistrati che hanno dato la vita per le istituzioni e per il rispetto delle leggi. Il contrario di quello che propugna l’ex ufficiale dell’Arma», ha detto Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso dalla mafia, a Capaci, 28 anni fa e presidente della Fondazione che del giudice porta il nome. 

«Questo non si fa - scrive invece su facebook il presidente dei senatori di Italia Viva Davide Faraone - No, non si fa. Da Siciliano sono indignato. Perchè siamo oltre i limiti della decenza, se decenza c'è nell’ennesima carnevalata di Pappalardo. Ma sia chiaro, il suo circo arancione lo fa senza oltraggiare la memoria, la storia e l’impegno di donne e uomini che hanno sacrificato la vita contro la mafia. Nomi e facce che nessun politico dovrebbe utilizzare come coccarda da appiccicarsi strumentalmente al petto per fare becera propaganda. E chi lo fa, così come ha fatto oggi il capocomico arancione, esponendo la foto di Falcone e Borsellino, compie una operazione miserabile. Continui a dire scemenze. Lasci in pace Giovanni e Paolo».

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