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il caso

Scontri a Torino dopo il corteo Askatasuna: barricate, razzi artigianali e un blindato avvolto dalle fiamme

Antagonisti e anarchici si staccano: lanci di bottiglie e pietre e cariche della polizia; migliaia in piazza

31 Gennaio 2026, 20:48

21:02

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Approfittando del buio, alcuni gruppi di autonomi e anarchici si sono staccati dal corteo nazionale indetto da Askatasuna a Torino e hanno tentato di sfondare i cordoni delle forze dell’ordine. Il lancio di bottiglie, pietre, fumogeni e razzi artigianali sparati da tubi di metallo è iniziato in corso Regina Margherita 47, sede storica di Askatasuna per quasi trent’anni fino al 18 dicembre scorso, e poi nell’area dietro il Campus Einaudi.

La polizia ha risposto con lacrimogeni e cariche di alleggerimento; il confronto è proseguito per oltre un’ora e mezza. In strada sono stati incendiati cassonetti e masserizie abbandonate ai lati della carreggiata; le fiamme hanno raggiunto anche un blindato della polizia, poi spento dagli stessi agenti. Per le barricate e i lanci è stato usato di tutto, dalle sedie dei locali chiusi ai pali della segnaletica stradale divelti.

In apertura del corteo — 15.000 i partecipanti secondo le forze dell’ordine, 50.000 per gli organizzatori — si sono uniti sindacati di base, associazioni, militanti di centri sociali anche dall’estero, il movimento No Tav, il fumettista Zerocalcare e alcuni esponenti politici, tra cui il deputato di Avs Marco Grimaldi. «È un corteo enorme — ha affermato — a dimostrazione che Torino, in questo braccio di ferro, sa da che parte stare: contro la repressione, contro un governo che vuole prendersi la città militarmente e contro chi pensa di poter cancellare dalle mappe culturali, solidali e sociali i centri sociali». «Quanto accaduto oggi con l’ennesimo, pesantissimo, assalto alla polizia da parte dei violenti di Askatasuna è intollerabile e deve essere chiamato col suo nome: terrorismo rosso» ha commentato Silvia Sardone, vicesegretaria della Lega. «L’epilogo violento della marcia odierna targata Askatasuna era previsto e già scritto. I principali responsabili sono i protettori politici, esponenti di partito scesi in piazza con chi tira le bombe carta alle forze di polizia legittimandoli» ha dichiarato Augusta Montaruli, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera. In serata è iniziata la conta dei feriti: alle 19 risultavano sei persone ricoverate in due ospedali cittadini. Il bilancio finale è ancora in aggiornamento.