Il caso
Casa nel bosco, la lettera di Catherine fuori dal Senato: «Vogliamo essere di nuovo una famiglia»
La coppia Birmingham-Trevallion è stata ricevuta dal presidente del Senato Ignazio La Russa che ha così voluto distendere gli animi in una vicenda dai toni talvolta accesi
Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha ricevuto oggi a Palazzo Giustiniani Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, i genitori della cosiddetta "famiglia nel bosco".
"È stato per me un piacere ricevere Nathan e Catherine, era mia intenzione cercare di stemperare il clima che si è creato attorno a questa vicenda. Io non ho né titoli né intenzione di mettere in discussione i provvedimenti dell’autorità giudiziaria, né tantomeno voglio giudicare lo stile di vita di Nathan e Catherine - ha detto La Russa -. Quello che spero possa essere utile è invitare tutti, con la mia moral suasion, affinchè vengano eliminate le rigidità di tutti, in modo da favorire il più possibile il ritorno a una famiglia unita, come voi la desiderate, con i figli che, come è naturale, possano stare col padre e con la madre, dopo che vengano assicurate delle condizioni normali. Sono molto lieto di avere appreso che da parte vostra non vi è nessuna obiezione a che i bambini possano frequentare il doposcuola, che la casa possa avere i servizi igienici che sono richiesti e in sostanza che vi avviciniate molto a quelle condizioni necessarie per una convivenza. Sono fermamente convinto che non vi è maggiore felicità per i bambini che quella di stare col proprio papà e con la propria mamma. È quello che io vi auguro e che spero sia possibile eliminando tutte le rigidità esistenti."
E dopo aver incontrato il presidente del Senato, Catherine Birmingham, visibilmente commossa, ha voluto leggere una lettera.
"Dopo mesi di completo silenzio Nathan e io vogliamo esprimere la nostra sincera gratitudine a chiunque ci abbia supportato in giorni lunghi e difficili pieni di dolore e tristezza per i nostri bambini", ha detto la mamma dei tre bambini. "Abbiamo scelto l'Italia perché aveva gli stessi valori con cui volevamo crescere i nostri bambini, cioè la famiglia, l'amore e lo stare insieme, il vivere e mangiare in maniera naturale e, più di tutto, un'esistenza piena di amore e pace dove le persone si supportano - prosegue -. Abbiamo vissuto in pace e armonia, abbiamo vissuto nel rispetto delle leggi dello Stato e della Costituzione italiana, e non abbiamo mai fatto del male ai nostri bambini, non li abbiamo mai privati dei loro bisogni e non abbiamo mai fatto danno ai nostri vicini, al nostro Comune e alla terra in cui viviamo".
"Siamo sempre stati rispettosi delle leggi e delle regole, e non abbiamo mai giudicato né litigato, né abbiamo mai instillato nei nostri bambini odio o fiducia nei leader e nelle autorità giuridiche e istituzionali intorno a noi - sottolinea Catherine Birmingham -. Abbiamo scelto la nostra vita in maniera chiara e cosciente, forti dei nostri viaggi, della nostra educazione e delle nostre esperienze. Come una madre e un padre che adorano i propri bambini, che hanno sempre agito nella consapevolezza e nella conoscenza di ciò che era giusto per loro, pur consapevoli di non essere perfetti o di possedere verità assolute, essere presi di mira e attaccati nel modo in cui lo siamo stati noi va oltre la nostra capacità di comprensione. Abbiamo portato la nostra verità e il nostro continuo impegno a essere i genitori rispettosi e amorevoli che siamo. Con questa verità siamo venuti qui a tendere una mano, a chiedere di essere ascoltati e a chiedere di essere di nuovo una famiglia".