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25 marzo 2026 - Aggiornato alle 20:15
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Il caso

Casa nel bosco, la lettera di Catherine fuori dal Senato: «Vogliamo essere di nuovo una famiglia»

La coppia Birmingham-Trevallion è stata ricevuta dal presidente del Senato Ignazio La Russa che ha così voluto distendere gli animi in una vicenda dai toni talvolta accesi

25 Marzo 2026, 17:51

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Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha ricevuto oggi a Palazzo Giustiniani Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, i genitori della cosiddetta "famiglia nel bosco".

"È stato per me un piacere ricevere Nathan e Catherine, era mia intenzione cercare di stemperare il clima che si è creato attorno a questa vicenda. Io non ho né titoli né intenzione di mettere in discussione i provvedimenti dell’autorità giudiziaria, né tantomeno voglio giudicare lo stile di vita di Nathan e Catherine - ha detto La Russa -. Quello che spero possa essere utile è invitare tutti, con la mia moral suasion, affinchè vengano eliminate le rigidità di tutti, in modo da favorire il più possibile il ritorno a una famiglia unita, come voi la desiderate, con i figli che, come è naturale, possano stare col padre e con la madre, dopo che vengano assicurate delle condizioni normali. Sono molto lieto di avere appreso che da parte vostra non vi è nessuna obiezione a che i bambini possano frequentare il doposcuola, che la casa possa avere i servizi igienici che sono richiesti e in sostanza che vi avviciniate molto a quelle condizioni necessarie per una convivenza. Sono fermamente convinto che non vi è maggiore felicità per i bambini che quella di stare col proprio papà e con la propria mamma. È quello che io vi auguro e che spero sia possibile eliminando tutte le rigidità esistenti."

E dopo aver incontrato il presidente del Senato, Catherine Birmingham, visibilmente commossa, ha voluto leggere una lettera.

"Dopo mesi di completo silenzio Nathan e io vogliamo esprimere la nostra sincera gratitudine a chiunque ci abbia supportato in giorni lunghi e difficili pieni di dolore e tristezza per i nostri bambini", ha detto la mamma dei tre bambini. "Abbiamo scelto l'Italia perché aveva gli stessi valori con cui volevamo crescere i nostri bambini, cioè la famiglia, l'amore e lo stare insieme, il vivere e mangiare in maniera naturale e, più di tutto, un'esistenza piena di amore e pace dove le persone si supportano - prosegue -. Abbiamo vissuto in pace e armonia, abbiamo vissuto nel rispetto delle leggi dello Stato e della Costituzione italiana, e non abbiamo mai fatto del male ai nostri bambini, non li abbiamo mai privati dei loro bisogni e non abbiamo mai fatto danno ai nostri vicini, al nostro Comune e alla terra in cui viviamo".

"Siamo sempre stati rispettosi delle leggi e delle regole, e non abbiamo mai giudicato né litigato, né abbiamo mai instillato nei nostri bambini odio o fiducia nei leader e nelle autorità giuridiche e istituzionali intorno a noi - sottolinea Catherine Birmingham -. Abbiamo scelto la nostra vita in maniera chiara e cosciente, forti dei nostri viaggi, della nostra educazione e delle nostre esperienze. Come una madre e un padre che adorano i propri bambini, che hanno sempre agito nella consapevolezza e nella conoscenza di ciò che era giusto per loro, pur consapevoli di non essere perfetti o di possedere verità assolute, essere presi di mira e attaccati nel modo in cui lo siamo stati noi va oltre la nostra capacità di comprensione. Abbiamo portato la nostra verità e il nostro continuo impegno a essere i genitori rispettosi e amorevoli che siamo. Con questa verità siamo venuti qui a tendere una mano, a chiedere di essere ascoltati e a chiedere di essere di nuovo una famiglia".