Pasqua
"Pace a voi!": l'invito pasquale di monsignor Luigi Renna a vivere e seminare i buoni sentimenti
L'arcivescovo di Catania invita a ricucire ferite personali e sociali seguendo l'esempio di Cristo e di san Francesco
In occasione della Santa Pasqua l'arcivescovo di Catania, monsignor Luigi Renna rivolge un messaggio alla cittadinanza.
"Carissimi fratelli e sorelle, quale è il bene più grande di cui alcuni popoli della terra oggi non godono, e per cui tante famiglie non possono gioire, i cuori di tante persone non possono gustare la serenità che dovrebbe caratterizzare ogni giorno? È la pace! E il Cristo Risorto, apparendo ai suoi apostoli, la sera di Pasqua, li saluta con queste parole: “Pace a voi” (Gv 20,19). È il saluto che Egli porta ad amici che erano fuggiti e lo avevano tradito, ed è quindi una pace che non serba rancore, che spezza le lunghe catene che il risentimento può creare, anello dopo anello, costruendo attorno a noi una prigione che tiene chiusi per tutta la vita. Queste parole papa Leone ci ha rivolto all’inizio del suo pontificato e in questi giorni sono di grande attualità. La pace ha sempre un “voi”, un “tu” verso cui rivolgersi, altrimenti diventa un vago sentimento che non fa breccia nel cuore dell’altro. Solo la potenza del Risorto, di Colui che dalla Croce ha perdonato ai suoi crocifissori, che ha invitato a mettere la spada nel fodero, può avere la forza di dire questa parola di pace e di suscitarla in noi. Con il saluto Cristo mostra le piaghe, perché l’odio, l’inimicizia, i conflitti piccoli e grandi lasciano delle ferite. Non le mette sotto gli occhi degli apostoli come un documento che chiede vendetta, ma come una ferita che il perdono e l’amore di Dio hanno cicatrizzato per sempre. Nei giorni di Pasqua accogliamo l’annuncio di pace che viene dal Cristo risorto e giunge dritto al cuore delle nostre relazioni: ne ha bisogno il cuore di ciascuno, le famiglie, le città, il mondo. C’è un invito di Cristo Risorto rivolto a ciascuno di noi, perché la Pasqua ci parla degli spazi aperti in cui Dio ci invia in missione: “Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi” (GV 20,21). Il cristiano non è una persona che vive una fede privata che non ha nessuna rilevanza nella sua famiglia e nella società. Ha qualcosa di grande da portare, prima di ogni altro annuncio, ed è la pace di Cristo.
In questo anno Francescano, oltre che Agatino, guardiamo a San Francesco come ad un grande testimone di pace. Egli scrive nel suo Testamento: «Il Signore mi rivelò questo saluto: il Signore ti dia pace!». Così lo ricorda ancora la biografia chiamata la Leggenda dei tre compagni: «Era suo vivo desiderio che tanto lui quanto i frati abbondassero di quelle opere buone, mediante le quali il Signore viene lodato. E diceva loro: “La pace che annunziate con la bocca, abbiatela ancor più copiosa nei vostri cuori. Non provocate nessuno all’ira o allo scandalo, ma tutti siano attirati alla pace, alla bontà e alla concordia dalla vostra mitezza. Questa è la nostra vocazione: curare le ferite, fasciare le fratture e richiamare gli smarriti. Molti infatti, che ci sembrano membra del diavolo, un giorno saranno discepoli di Cristo”» (Fonti Francescane 1469). E allora la Pasqua sia non solo un giorno di festa, ma l’inizio di un tempo in cui ci esercitiamo a vivere «le virtù generatrici di pace, da coltivare nella formazione personale, così come nella coscienza civile: tolleranza, disponibilità alla riconciliazione, coraggio, pazienza, perseveranza e serenità, capacità di approssimarsi alla giustizia anche quando sembra un ideale irrealizzabile», perché essa rimane un compito sempre aperto. In esse si esprime uno stile di vita che abilita le persone a costruire e preservare una pace duratura e stabile, ponendo le premesse per una assunzione di tale istanza anche da parte degli Stati» CEI Nota pastorale Educare ad una pace disarmata e disarmante,101). Sia pace nei vostri cuori! Sia pace nelle nostre case! Sia pace nelle nostre città e in tutto il mondo! La Pasqua torna a dirci che solo con la pace è possibile la vita e la gioia!