Dichiarazioni
Stati Uniti-Iran Tajani: "Speriamo in una ripresa del dialogo. Noi tranquilli per il gas un po' meno per il petrolio" Video
Il ministro degli Esteri parla dal Vinitaly non nascondendo l'allarme in atto soprattutto per il petrolio
Tajani al Vinitaly: “Laddove passano le merci non passano le armi”. Timori sui colloqui USA-Iran, auspici per Israele-Libano. Al convegno inaugurale del Vinitaly, a Verona, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha richiamato l’urgenza di ridurre le tensioni in Medio Oriente, legando stabilità e commercio: «Laddove passano le merci non passano le armi e dobbiamo fare in modo che armi non passino più soprattutto in Medio Oriente. Io sono molto preoccupato per l'andamento dei colloqui tra Iran e Stati Uniti, speriamo vadano meglio quelli tra Israele e Libano».
Tajani ha inoltre annunciato una missione in Libano: «Domani sarò a Beirut — ha aggiunto — per andare a un segnale di grande attenzione in questo Paese che sta soffrendo, che è un Paese dove l'Italia è presente con i suoi militari, un Paese dove c'era una vita anche economicamente florida nel passato». Sul fronte energetico, il titolare della Farnesina ha distinto tra petrolio e gas: «L'unica preoccupazione è il prezzo del petrolio. Per il gas possiamo stare tranquilli, abbiamo riserve fino alla fine del prossimo inverno quindi possiamo stare sicuri». Una criticità che, ha sottolineato, si riflette anche sui trasporti e sull’export: «Siamo preoccupati per il prezzo del carburante», ha spiegato, ricordando il ruolo degli aerei per le vendite all’estero. «E — aggiunge Tajani — sono preoccupato anche per i fertilizzanti, se non si riapre Hormuz sarà difficile il mantenimento degli attuali livelli».
«Speriamo che si possa riaprire Hormuz. Continuiamo a sostenere anche i Paesi dell’area del Golfo che sono attaccati dall’Iran e speriamo che si possa raggiungere un accordo. Mi associo alle parole di papa Leone: basta guerra in quell'area, lavoriamo concretamente», ha continuato il ministro.
«Ho parlato l’altro giorno con il ministro degli Esteri egiziano, la presidente del Consiglio ha parlato con il presidente al Sisi. L’Egitto può svolgere un ruolo importante, quindi continuiamo a lavorare per tessere una tela diplomatica che deve essere alternativa alla guerra»."