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5 maggio 2026 - Aggiornato alle 11:06
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Delia Buglisi travolta dalle critiche, ci pensano i Gemelli di Guidonia a chiudere il cerchio

Dopo le polemiche di Gassmann e Gentili, il trio smorza i toni con una parodia virale che rimette al centro la storia.

05 Maggio 2026, 09:53

10:02

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Non si placa il polverone sollevato sul palco del Concerto del Primo Maggio a Roma. A 48 ore dall’esibizione, la cantautrice catanese Delia Buglisi rimane il nome più cliccato e discusso del web per aver osato toccare l'intoccabile: il testo di Bella Ciao. La scelta di sostituire la parola "partigiano" con "essere umano" ha innescato una reazione a catena che va ben oltre la critica musicale, investendo la memoria storica e l'identità culturale del Paese.

Di fronte alla valanga di critiche, Delia Buglisi ha cercato di gettare acqua sul fuoco, spiegando che il suo intento non era quello di sminuire la Resistenza. La cantautrice ha dichiarato: "Il mio voleva essere un messaggio di universalità. Volevo estendere il concetto di libertà a ogni singolo individuo, senza confini o etichette politiche. Mi dispiace essere stata fraintesa: non volevo cancellare la storia, ma renderla un inno per l'intera umanità di oggi."

Nonostante il chiarimento, le reazioni del mondo della cultura e del giornalismo sono state perentorie. L'attore Alessandro Gassmann è intervenuto duramente sui social, sottolineando che certi testi sono sacri e immodificabili: "Quelle parole non si toccano. Hanno un peso specifico che non può essere diluito nel generico".

La giornalista Veronica Gentile ha analizzato la questione sotto il profilo semantico, spiegando che "partigiano" ed "essere umano" non sono affatto sinonimi. Sostituirli significa, secondo la Gentile, svuotare il brano del suo significato originale di lotta e scelta di campo.

In un clima di tensione crescente, i Gemelli di Guidonia hanno deciso di usare l'arma dell'ironia per smorzare i toni. Con un video diventato subito virale, hanno ribaltato la provocazione della Buglisi "correggendo" a loro volta un altro grande successo. Hanno reinterpretato Essere Umani di Marco Mengoni proprio "nei panni" di Delia. Il risultato? Nel loro ritornello non si crede più negli "esseri umani", ma "nei partigiani che hanno il coraggio di essere partigiani". Una parodia tagliente che sottolinea quanto l'identità delle parole sia fondamentale per il senso di una canzone.

La domanda che tutti si pongono è: sarà finita qui? Difficile a dirsi. La vicenda ha toccato un nervo scoperto dell'opinione pubblica italiana: il confine tra la libertà creativa e il rispetto dei simboli storici. Mentre la rete continua a dividersi tra "puristi" della tradizione e sostenitori di un messaggio universale, Delia Buglisi si ritrova al centro di una tempesta perfetta che, per ora, non accenna a placarsi. Resta da capire se questo episodio sarà ricordato come un ingenuo errore comunicativo o come l'inizio di una nuova, discussa, interpretazione dei canti della nostra storia.