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il caso

Venezia, Biennale senza pace: proteste contro Israele dopo quelle contro la Russia

Corteo di manifestanti Pro Pal: no alle istallazioni dello Stato Ebraico

08 Maggio 2026, 20:10

Venezia — Il vicepremier Matteo Salvini, primo rappresentante dell’esecutivo a recarsi alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte, ha visitato la Biennale nel giorno delle mobilitazioni contro Israele.

La tensione è salita quando circa duemila partecipanti al corteo Pro Pal hanno tentato di sfondare il cordone di sicurezza nei pressi dell’Arsenale, dove si trova il Padiglione di Tel Aviv, stamattina presidiato in modo eccezionale per un’inaugurazione su invito. Le forze dell’ordine hanno respinto l’assalto.

In segno di protesta, una ventina di padiglioni nazionali hanno inizialmente tenuto le serrande abbassate, salvo poi riaprire in alcuni casi.

All’arrivo ai Giardini, Salvini ha ribadito il proprio sostegno al presidente della Fondazione, Pietrangelo Buttafuoco: «Continuo a ritenere che abbia ragione. Ho grande stima di Buttafuoco».

Ha quindi concluso il sopralluogo a Ca’ Giustinian, sede della Biennale, dove ha affermato: «questa è una bellissima Biennale Arte, è valsa la pena fare questa visita».

Il vicepresidente del Consiglio ha invitato a concentrarsi sull’essenza dell’evento: «l’arte e gli artisti al di là delle polemiche, delle bandiere, dei boicottaggi. Sono qui per Venezia e per la Biennale e per mettere il mio mattoncino per porre fine a polemiche che non dovrebbero coinvolgere una realtà straordinaria come la Fondazione Biennale».

Salvini ha poi criticato quella che definisce un’ingerenza europea sulla questione del Padiglione russo, al centro delle contestazioni: «È volgare. È come dire “non fai quello che ti dico allora ti tolgo i soldi”, come i bambini che perdono sul campo di pallone e vanno via col pallone. Possiamo fare a meno dei loro 2 milioni di euro».

Interpellato sul forfait del ministro Alessandro Giuli all’apertura della Biennale — che domani avverrà senza la cerimonia di consegna dei Leoni d’oro e d’argento, dopo le dimissioni della Giuria internazionale, con i nuovi premi ai visitatori previsti solo per il 22 novembre — il leader della Lega ha precisato: «Sono qua per gli artisti. Il mio commento sugli assenti era sui cosiddetti artisti che boicottano altri artisti, non sui colleghi ministri, ognuno fa quello che ritiene». E ancora: «Io rispetto la sensibilità degli altri, mi aspetto che gli altri rispettino la mia. Più che mandare ispezioni, verificare se è stata rispettata la legge, che è stata rispettata e basta».

Nel suo percorso di oltre un’ora tra i padiglioni nazionali, Salvini ha visitato quelli di Venezia, Stati Uniti, Cina, Israele e l’Italia all’Arsenale.

Si è soffermato a lungo nello spazio russo — che chiuderà domani — accolto dalla commissaria Anastasia Karneeva. Al primo piano ha seguito con interesse le performance musicali dei giovani artisti del progetto “The tree is rooted in the sky” e, al piano superiore, ha toccato l’albero posto al centro della sala, simbolo dell’allestimento.

«La mia speranza è che dopo quattro anni di conflitto, di sanzioni e di morti si vada al tavolo e sia la diplomazia a decidere e a chiudere il conflitto» ha dichiarato.

Dal Partito democratico è arrivata la replica di Piero De Luca, capogruppo in Commissione Affari europei alla Camera: «Salvini come Giuli non è un passante o turista. Non può fingere di mettere fine con una battuta o una passerella ad un cortocircuito politico di livello internazionale creato anche dal governo di cui è vicepresidente del Consiglio. Palazzo Chigi ha definito quanto accaduto alla Biennale un pasticcio, ma i pasticci hanno sempre dei responsabili. Il governo aveva tutti gli strumenti politici e istituzionali per impedire che la propaganda russa sbarcasse in laguna».

Nel frattempo, fuori dai varchi è tornata la calma: il corteo Pro Pal contro la presenza di Israele si è concluso e l’apertura del Padiglione di Tel Aviv non ha registrato contestazioni, fatta eccezione per un anziano che ha ripetutamente gridato «Palestina libera». Ma le proteste, avvertono gli organizzatori, potrebbero riprendere in qualsiasi momento.